Durante il ‘Question time’ alla Camera, il Ministro dell’istruzione Giannini ha dichiarato che: “In questi due anni e mezzo, per la messa in sicurezza delle scuole sul territorio di Messina, siamo intervenuti con un finanziamento di 48,6 milioni di euro; 15 sono stati gli interventi di messa in sicurezza, che derivavano dal Decreto del Fare; 22 gli interventi, per un investimento di 13 milioni, per ‘scuole sicure’; i mutui Bei; l’adeguamento sismico, che per ora ha interessato 3 interventi, per un importo di 3 milioni. E, poi, la diagnostica: a Messina, sono state eseguite 73 indagini, per un investimento di 250 mila euro.”

Sul tema, si esprime anche Garofalo: “Quello che chiediamo al Governo, dunque, – dice – è non solo di intraprendere tutte le iniziative urgenti, al fine di mettere in sicurezza le scuole dei nostri figli, ma di vigilare affinché queste risorse non vadano in fumo o non vengano utilizzate nella maniera sbagliata. Questo Paese, e la tragedia di Amatrice lo ha dimostrato, ha bisogno di avviare una cultura della sicurezza e prevenzione anti-sismica su tutto il territorio nazionale. E questo deve essere l’obiettivo del Governo”

Sicuramente un investimento importante, che speriamo abbia garantito la sicurezza delle scuole del territorio messinese, il quale, come ben sappiamo, è  l’area a rischio sismico più elevato dell’intero territorio nazionale.

Magari, oltre alle solite procedure di sicurezza insegnate a scuola (come mettersi sotto i banchi, o uscire in perfetta fila indiana, verso le scale antincendio), un aiuto per la messa in sicurezza delle scuole darebbe, senza dubbio, una garanzia in più per coloro che lavorano e studiano all’interno di tali edifici.

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