I conti economici del Comune di Messina fanno sempre discutere, specialmente in momenti come quelli attuali caratterizzati da bocciature in Commissione del consuntivo 2015, ad intervenire su tale argomento è l’ex ragioniere generale di Palazzo Zanca, che dice: “come gli amici avranno avuto modo di constatare, da mesi non commento gli avvenimenti che riguardano la situazione economica/finanziaria del nostro Comune. Il motivo di detto mio atteggiamento sta nel non volere essere ne stucchevole ne ripetitivo, nella convinzione che lo sforzo sia dell’Amministrazione attiva che del Consiglio comunale era quello di vivacchiare, riproponendo sempre le stesse tematiche, pur di arrivare alla normale conclusione del mandato elettorale, ossia nel 2018”.

“Detta situazione di stallo essenzialmente di politica finanziaria ci viene dimostrata dal fatto che ancora oggi si parla di rimodulazione del piano di riequilibrio decennale che ha decorrenza 2014/2023. Non risulta che la contabilità della azienda speciale -Atm-, sia stata allineata con quella principale dell’Ente locale, come chiesto più volte nel passato, dalla Corte dei Conti, al pari non vi è traccia nemmeno del fatto, che i bilanci consuntivi della predetta azienda, da me ritenuti sin dal 2003 irregolarmente redatti, specificandone le motivazioni, siano stati approvati dal Consiglio comunale. Insomma dal 2013, anche con i nostri commenti che indicavano le presunte irregolarità e le possibili procedure correttive, tutto è rimasto immobile ed immutato”.

“Oggi (ieri ndr) leggo l’articolo titolato: -Consuntivo 2015 bocciato in commissione. L’assessore Eller verso l’addio? (da Tempostretto)-. Ho voluto condividere questo scritto, per evidenziare la gravità, sia sotto il profilo finanziario, ma soprattutto penale che emerge quando si legge Astensione di massa che equivale ad una bocciatura, giustificata dai consiglieri con la necessità di avere in aula delucidazioni e approfondimenti in merito ai debiti fuori bilancio, inseriti nel documento contabile e già pagati pur non essendo ancora riconosciuti dal Consiglio comunale”.

Saja, va a chiudere, sottolineando: “ciò significa che l’Amministrazione attiva ha dato disposizione agli uffici di ragioneria, di emettere mandati di pagamento per onorare gli impegni relativi ai debiti fuori bilancio bypassando la procedura prevista dall’articolo 194 del decreto legislativo 267/2000 e successive modificazioni ed integrazioni. Una azione quella seguita dal Comune di Messina, se dovesse essere contabilmente confermata, di inaudita scorrettezza, la stessa non dovrebbe passare inosservata ne alla magistratura penale, ne alla Corte dei Conti”.

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