La sortita delle scorse ore, del presidente del Consiglio Matteo Renzi, ha dato il via a tutta una serie di dichiarazioni, la maggior parte, sembrano essere di segno contrario, in proposito il deputato Francesco D’Uva, del Movimento Cinque Stelle, scrive: “nel giugno 2003, in seguito all’operazione Brooklyn condotta dalla DIA, emergeva che un imprenditore edile, unitamente ad altri soggetti vicini al clan Rizzuto (principale costola di Cosa Nostra in Canada), avrebbero costituito apposite società, nel tentativo di inserirsi nei lavori di realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina”.

Continua l’onorevole D’Uva, andando a terminare il proprio discorso: “nel gennaio 2005 il GIP presso il Tribunale di Roma, accogliendo le richieste della competente DDA, emetteva ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa a carattere internazionale finalizzata alla turbativa d’asta di grandi opere pubbliche, con specifico riferimento al progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. Tra i soggetti destinatari, anche il boss italo canadese Vito Rizzuto. L’operazione Brooklyn, svolta in sinergia con autorità di Francia, Regno Unito e Canada, individuò infatti un gruppo transnazionale attivo nell’investimento di ingenti capitali, facente capo proprio al boss Rizzuto”.

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