I creditori sorridono, i cittadini avranno da piangere. Ieri sera, mezzo Consiglio Comunale ha firmato una pesante cambiale che dovranno pagare i messinesi.

Oltre 500 milioni di debiti che andranno nelle tasche dei creditori dell’azienda palazzo Zanca. Una montagna di risorse che non potranno essere impiegate per i servizi essenziali ma che colmeranno una voragine prodotta dalla politica e dalla cattiva amministrazione degli ultimi trent’anni almeno.

Quattordici consiglieri hanno detto un bel si a questa manovra, in due si sono astenuti mentre quattro hanno dichiarato il proprio voto contrario. Venti invece non hanno votato,si sono “tecnicamente” dichiarati assenti.

Una tecnica ben collaudata e un gioco delle parti orchestrato da chi tira le fila di tutto il teatrino. Il solito Francantonio Genovese, la famiglia Germanà, Gianpiero D’Alia e Picciolo sono quelli che hanno le “azioni di maggioranza” dentro il consiglio poi tutti gli altri in ordine sparso cercano di galleggiare.

Quasi ininfluenti, in questa melassa, i quattro consiglieri della lista del sindaco che, ovviamente, in questo caso hanno sostenuto l’emissione della cambiale fortemente voluta da coloro che hanno procurato i debiti.

Quello di ieri è sostanzialmente il frutto degli accordi che hanno portato ai risultati del ballottaggio del giugno del 2013 e l’elezione dell’attuale sindaco.

Già la nomina dell’attuale assessore al bilancio è quanto di più opaco e di meno trasparente si potesse immaginare da chi ha sempre sbandierato ai quattro venti lo slogan dell’onestà,onestà sfilato ai grillini.

Un assessore del partito di Renzi, proveniente dalla Toscana e catapultato a Messina per volere dei vertici regionali del partito democratico. Con quale mandato,con quali aspettative? Tutto ciò mentre i consiglieri dello stesso partito votano contro la manovra e i dirigenti peloritani annaspano alla ricerca di una identità.

Ecco, se quello che ha scritto la Procura della Repubblica di Messina nell’inchiesta sulla compravendita di voti nelle ultime campagne elettorali avesse un senso questo consiglio comunale e questa amministrazione non avrebbero diritto ad amministrare. Se cioè è mancata la libertà ad esprimere un voto libero, se uno o più consiglieri sono stati eletti grazie alla compravendita di voti ciò significa che il gioco è truccato. E quando il gioco è truccato la partita deve essere sospesa.

Ovviamente tutto ciò no accadrà. Si continuerà a discutere e si continuerà a fingere di curare gli interessi dei cittadini.

Chi ha lucrato attraverso la pubblica amministrazione continuerà a farlo. Le prossime risorse che dovrebbero arrivare  sono molo allettanti. A molti.

L’imprenditoria affaristica e spesso anche criminale avrà ogni possibilità di allargare i propri tentacoli. La zona grigia degli affari legati ai settori consolidati dei rifiuti,dei trasporti,dell’assistenza etc. si andrà espandendo.

Le opere pubbliche in cantiere,dal nuovo porto,alla zona falcata all’ex fiera sono in dirittura d’arrivo e c’è già chi è davanti al bancomat.

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