Ieri i Ros di Messina hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare, per il pestaggio a carico di Angelo Lorisco, avvenuto lo scorso maggio nel carcere di Gazzi; a Messina. Tali ordinanze sono state notificate presso le case circondariali di Palermo e Caltanissetta, interessando tre barcellonesi (Marco Chiofalo di anni 23, Carmelo Maio di anni 24 e Sebastiano Torre di anni 39) e un detenuto originario di Vittoria (Mario Ponté di anni 45).

I quattro sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale, aggravati dal c.d. metodo mafioso, poiché commessi avvalendosi delle condizioni di cui all’art. 416 bis c.p., al fine di agevolare l’attività dell’associazione mafiosa (nel caso di specie, della famiglia di Barcellona Pozzo di Gotto).

Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Messina su richiesta dei Sostituti Procuratori della D.D.A. Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo, ricostruisce le responsabilità degli arrestati nell’aggressione avvenuta il 26.05.2016 all’interno del carcere di Messina “Gazzi” ai danni di Angelo Lorisco che, unitamente al collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, a Stefano Rottino e Tindaro MARINO, era stato tratto in arresto il giorno precedente in esecuzione di una misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina.

Il giorno dopo il suo ingresso nel carcere di Gazzi, Angelo Lorisco fu vittima di una violenta aggressione ad opera di un gruppo di quattro detenuti, tutti indiziati di appartenere al clan barcellonese. La dinamica dei violenti episodi è stata ricostruita dai carabinieri del ROS ed in tal senso si è rivelato importante il contributo fornito dal personale della Polizia Penitenziaria presente al momento dei fatti.

Si è accertato, in tal modo, che intorno alle 14:00, al rientro dal cd. passeggio, i detenuti del primo piano si erano insolitamente posizionati ognuno davanti alla propria cella, come in attesa di un evento che sarebbe accaduto a breve. Pochi istanti dopo, Marco Chiofalo, Carmelo Maio, Mario Panté e Sebastiano Torre, dopo aver vanificato l’intervento dell’agente di polizia penitenziaria addetto al piano – che ha riportato a sua volta lesioni – avrebbero letteralmente trascinato Angelo Lorisco fuori dalla cella, picchiandolo brutalmente, senza che nessuno degli astanti intervenisse in difesa dell’aggredito.

Alla luce delle risultanze investigative, può sostenersi che l’aggressione ai danni di Angelo Lorisco costituisse una spedizione punitiva pianificata per colpire un soggetto reo, agli occhi degli esecutori, di essere legato al collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, il quale con le proprie dichiarazioni, ha dato avvio al processo di disarticolazione dell’associazione mafiosa barcellonese.

Pantè e Torre, sentiti nell’immediatezza dei fatti, hanno dichiarato di aver aggredito Lorisco poiché era “il braccio destro del Bisognano”, che con le sue dichiarazioni li avrebbe fatti “ingiustamente arrestare”; Maio ha, invece, ricondotto la propria partecipazione alla spedizione punitiva a motivi di vendetta nei confronti del Bisognano, ritenuto uno di degli autori della morte del padre, Alessandro Maio; la cui scomparsa fu denunciata nel 1993 a Terme Vigliatore. Il corpo venne rinvenuto nel 2011 nel torrente Mazzarrà su indicazioni dello stesso Bisognano. Le indagini del ROS proseguono anche su un secondo pestaggio avvenuto lo stesso giorno ai danni del citato detenuto, Rottino Stefano.

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