Il professor Filippo Grasso, docente dell’Ateneo di Messina, già esperto per il Turismo dell’Amministrazione Accorinti, da qualche mese invece scelto dall’assessore regionale Anthony Barbagallo, esplicita il proprio pensiero, sulle strategie del settore e riprende le dichiarazioni del ministro Dario Franceschini, ovvero: “cambia l’approccio allo studio delle politiche turistiche, la nuova visione punta su identità e cultura, abbandona il classico modello monotematico incentrato sul turismo balneare. Quando ho giurato accettando l’incarico di ministro, ho pensato che stavo iniziando un lavoro in un ministero in grado di produrre reddito: personalmente non ho mai distinto la cultura dal turismo, sono due attività che devono camminare sempre insieme”.

“Altre volte ho detto che la cultura è l’autore, il turismo è l’editore. Nel paese serve un sistema turistico sostenibile, che valorizzi le zone interne e la vostra cultura, diversificando l’offerta puntando sui prodotti di alta qualità che l’insieme di risorse esistenti nel comparto regionale offrono”.

Grasso invece, sottolinea: “chiariamo il concetto, non ci sono nuovi turismi. Il turismo è uno ed è fatto di persone. Semmai ci sono diverse forme di turismo a seconda del bisogno (primario o secondario) delle persone, turista, visitatore, escursionista, pellegrino, viandante, viaggiatore, camminatore. In analisi di mercato, queste forme di turismo si definiscono segmenti. Il marketing viene dopo l’analisi di mercato, che consiste nello studio della conoscenza del territorio, nell’esame delle competenze professionali e nella qualità competitiva di una destinazione”.

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