Anche il Movimento Noi con Salvini Messina, con la rappresentante cittadina di questa aggregazione politica, si inserisce nell’infuocata serie di polemiche scatenate dalle dichiarazioni del sindaco Renato Accorinti, a Radio 24, Luciana Verdiglione scrive: “ho cercato di comprendere le affermazioni rese dal signor sindaco su temi delicati e profondi… tentando di utilizzare il piu’ possibile il distacco che ne necessita per arrivare ad un onesto giudizio”.

“Accorinti sindaco per caso… ha trovato giusto rilasciare pensieri e parole senza colpa, quasi fosse unto di una verità calatasi dall’alto del suo Tibet… gettando la citta’ di Messina nell’inferno del degrado e della vergogna”.

“Oggi non possiamo certo dire il contrario…, Messina mai come ora ha raggiunto tale degrado culturale… fatto di parole, di imposizioni… di menefreghismo. Afferma Renato Accorinti, il recondito desiderio di una cocaina legalizzata, cosi come una prostituzione quasi legittimata…, un Ponte che mai dovra farsi”.

“Quest’uomo e’ un insieme di pensieri che si porta dietro dall’adolescenza, l’ingenuita’ degli anni… ma la realta’ c’e’ da spiegargli e’ un’altra. Messina ha bisogno di un vero sindaco, non di un tibetano sognatore. Accorinti il Pannella di Messina…, che non attenziona i veri problemi sociali… invece di far sapere di voler istituzionalizzare l’illegalita’ facesse bene a mettere le sue energie al servizio della ragione… con meno superficialita’ e semplificazione”.

“Tra clandestini, immondizia, scuole fatiscenti che farebbe bene a mettere in sicurezza sismica, carenza di case per le famiglie messinesi, mentre intercetta con bravura fondi europei creando nuova socialita’ in favore dei migranti, si dimentica dei cittadini peloritani”.

L’azione amministrativa del principale rappresentante di Palazzo Zanca, e’ evidentemente carente di progetti concreti per i giovani e meno giovani, di tutele per i lavoratori dei servizi sociali che assistono diversi utenti bisognosi: anziani, bambini, malati e disabili”.

La conlcusione di questo documento politico, la Verdiglione la caratterizza cosi: “se solo si adoperasse soddisfando le urgenze e le emergenze della gente bisognosa che vive tra mille difficolta’, spesso e volentieri quasi ai margini della societa’ che respinge tanti concittadini in un angolo, potremmo chiamarlo sindaco. Rischia di diventare futuro senatore del terzo millennio, tra comicita’ e tristezza. Ha deluso i tanti elettori, che avevano riposto fiducia nel suo mandato elettorale salutando sin dall’inizio con favore il suo arrivo al Comune di Messina. Presto pero’, la realta’ ha superato la fantasia, lasciando spazio ad illusione e vacuita'”.

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