Il Movimento politico Reset, rappresentato dall’architetto Alessandro Tinaglia, entra nel merito dei progetti riguardanti il Masterplan ed in un comunicato spiega: “passata la sbronza mediatica per le firme dei Patti con Governo e Regione è il momento di fare il punto della situazione. Vorremmo innanzitutto precisare a chi non lo sa, ed a chi fa finta di non saperlo, che i fondi, utilizzati per i due Patti siglati, non sono frutto di nuove risorse visto che si tratta esclusivamente di quanto già assegnato alla nostra regione e riorganizzato per evitare che le stesse (come accade follemente da anni in gran parte delle aree convergenza) non vengano spese e siano restituite a Bruxelles”.

“Si tratta, insomma, di una razionalizzazione intelligente da parte del Governo che, sostituendosi alla lentezza ed incapacità di Regioni e Città Metropolitane, mirava a costruire la cornice strategica elaborata dai vari territori. Il Governo, in buona sostanza, ha chiesto a Regioni e Città Metropolitane di selezionare tutti gli interventi più importanti e propedeutici alla costruzione del modello di sviluppo del quale teoricamente dovevano essere già dotati. Come abbiamo detto tante volte non solo questo modello di sviluppo, sia nel caso della Città di Messina che in quello della Città Metropolitana di Messina, non esiste ma la selezione degli interventi da realizzare è avvenuta secondo il folle criterio dell’esistenza di un progetto esecutivo nei cassetti di uno dei comuni”.

“Comuni tra l’altro selezionati secondo le, solite ed inefficaci, regole del Manuale Cencelli e della rappresentanza politica. Altro che Strategia di Sviluppo! La cosa ancora più folle è che tali progetti che, come detto, dovevano essere esecutivi in gran parte dei casi dei 332 milioni di euro del Masterplan della Città Metropolitana di Messina non lo sono. Cosa ancora più grave, lo sono, in percentuale ancora minore, in quello dedicato alla Città di Messina. Ha, dunque, fatto benissimo l’ingegnere Capo del Genio Civile Santoro ad aver promosso l’istituzione di un tavolo di lavoro tra le Istituzioni interessate sia a presentare i progetti che ad approvarli. Il rischio infatti, è che non vi siano progetti esecutivi approvati da appaltare e che quelli che lo sono già, siano in gran parte datati e non aggiornati secondo l’attuale normativa”.

Tinaglia, conclude: “facile comprendere, cosa accadrà con quelli che ancora esecutivi non lo sono. Esiste, dunque, il pericolo concreto che le somme relative al tanto acclamato Masterplan non vengano spese. Insomma, se qualcuno si fosse illuso che la politica finalmente si fosse messa in moto nell’interesse della collettività è bene che abbia chiaro che tra quelli di prima e quelli di adesso la musica non cambia, anzi! L’assenza di una visione strategica e la scelta casuale di opere incapaci di creare reale sviluppo, alcune delle quali come la Piattaforma Logistica di Tremestieri (che qualcuno confonde con l’ampliamento del Porto) non sono neanche dotate della progettazione necessaria, porteranno il nostro territorio a restare ancora una volta fermo al palo. Senza un vero cambio di rotta ed in assenza della partecipazione dei migliori rappresentanti della Società Civile, sarà impossibile recuperare il ritardo enorme che stiamo accumulando non solo rispetto alle Città importanti ma anche nei confronti di territori che una volta noi messinesi consideravamo depressi ed arretrati”.

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