Appena giunti, dopo essere stati salvati al largo delle coste libiche nelle operazioni del 2 novembre i 29 migranti, scesi a Lampedusa hanno raccontato il loro inferno permettendo ai soccorritori ed ai volontari di scoprire l’ennesima tragedia del mare.

Si e’ appurato ed accertato, che sono almeno 239 le vittime annegate nelle ultime 24 ore. Sono circa 766, i cittadini salvati nella giornata del 3 novembre nel Mediterraneo Centrale.

In 7 diverse attivita’ di soccorso, sotto l’egida della Centrale Operativa afferente alla Guardia Costiera di stanza a Roma e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, si e’ proceduto attuando qusnto necessario. E’ stato recuperato, anche il corpo di una donna senza vita, operando in un contesto di condizioni meteorologiche avverse.

Gli sfortunati, si spostavano a
bordo di 5 gommoni, un natante a vela ed un barchino, i soccorsi in loro favore, li hanno compiuti la Nave Dattilo CP940 della Guardia Costiera, l’unità spagnola Rio Segura, facente capo al dispositivo Frontex. Impegnati inoltre, i navigli Topaz Responder e Phoenix dell’Organizzazione Non Governativa MOAS, la nave Vos Hestia di
SaveTheChildren e l’unità Iuventa di Jugend Rettet, anch’Essa una ONG.

Il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, dice: “corridoi umanitari subito, la situazione sull’isola è ancora una volta drammatica, con i parenti di chi non ce l’ha fatta in preda allo strazio e increduli di fronte alla perdita dei propri cari, tra cui parecchi bambini”.

Intanto, Flavio Di Giacomo portavoce dell’Oim, Organizzazione internazionale per le migrazioni, specifica: “nel 2016 siamo arrivati a 4220 morti, mai così tanti e a ottobre gli arrivi sono stati 27.300, molti di più dei 15mila del 2014 e degli 8.900 del 2015”.

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