Stamane al Molo Marconi, la banchina di riva del Porto di Messina, sono sbarcati 219 migranti, viaggiavano sulla nave Bourbon Argos di Medici Senza Frontiere. Sono stati tutti tratti in salvo, in svariate operazioni di soccorso, attuate nelle scorse ore, nel Canale di Sicilia. Durante la ormai consueta, quanto a tratti inesorabile traversata, 7 uomini dei complessivi 16 hanno perso la vita, per fortuna sono stati recuperati in mare aperto nei giorni scorsi.

Al termine delle fasi di accoglienza e identificazione, le predette salme sono state trasportate all’obitorio dell’Azienda ospedaliera universitaria Gaetano Martino (Policlinico), per l’esecuzione dell’autopsia. Come è ormai prassi, le operazioni a terra sono state poste in essere da una rete interforze pubblico-privato, composta dalla Prefettura che coordina il tutto, associazioni di volontariato ed Ong. La Polizia, oltre ad aver compiuto le fotosegnalazioni ed identificazioni, ha anche avuto il compito di individuare eventuali scafisti infiltrati tra i comuni cittadini controllati e cercare di capire come abbiano perso la vita i sette uomini che non ce l’hanno fatta ad arrivare sani e salvi.

Al termine delle azioni di prevenzione ed immediata assistenza, tutte le persone sono state condotte al Centro di prima accoglienza sito in contrada Conca d’oro all’Annunziata, successivamente alla fine della loro individuazione, si è proceduto al trasferimento in altre strutture di diverse città. La provenienza di coloro i quali hanno toccato terra quest’oggi è con ogni probabilità l’Africa sub sahariana, molti gli uomini, ma questa volta si è registrata la concomitante presenza di varie famiglie siriane.

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