Certo la violenza psicologica su una donna non lascia segni evidenti e visibili quanto l’abuso fisico, quando il suo corpo viene devastato per negarle anche i tratti somatici, per negarle i movimenti, per oscurarla sotto i vestiti o dietro le finestre di casa. Purtroppo, il confine fra l’una e l’altra violenza non sembra però essere così netto.

Spesso la violenza psicologica genera delle vere e proprie patologie, subdole prima, conclamate poi. Quando la donna, sola con se stessa, si interroga sui suoi disturbi ne attribuisce l’origine a diverse cause sottovalutando quanto possa incidere e quanto male fisico possa fare inaridirsi nei sentimenti e nella propria dignità, dimenticarsi della propria sensualità, dimenticarsi di essere desiderata e non solo usata… non ricordarsi della propria personalità.

Le emicranie spaventose piuttosto che i disturbi alimentari, le alterazioni mestruali, i disturbi gastrointestinali… finchè, in molti casi, non si manifesta con tutto il suo buio la depressione. Per mascherare i lividi che portiamo dentro e che ci lacerano l’esistenza, i bocconi amari che ingoiamo con quei sorrisi che facciamo perchè tutto deve sembrare normale, per non ferire chi non sa, paghiamo un prezzo veramente troppo alto.

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