Con le feste, per molti bambini figli di coniugi separati, si avvicina anche il momento nel quale questo periodo si trascorre con l’uno o con l’altro genitore. Un momento problematico, caratterizzato da crisi per tutto quello che è l’ex nucleo familiare.

La dottoressa Stefania Rivoira, psicologa e giudice onorario del Tribunale per i minorenni di Torino, spiega: “Natale è uno dei momenti, in cui diciamo si festeggia proprio la famiglia. E forse Natale, è uno di quei momenti che in queste famiglie rende difficile la vita di un bambino perchè le spaccature, io voglio il 24, io voglio il 25 e queste cose così rigide sono tremende da sopportare per un bambino”.

Così ogni Natale, si ripete il rito dell’alternanza tra mamma o papà, deciso in una fredda stanza di fronte ad un giudice, un anno con me l’altro con te. Ma se scegliere un affido condiviso omogeneo, non appare così importante, per i bambini invece tutto ciò può avere effetti devastanti. Ovvero, episodi nei quali a volte i minori vengono sottoposti da uno dei due genitori vengono sottoposti ad una sorta di lavaggio del cervello, una sindrome ben conosciuta dagli esperti del settore, cioè l’Alienazione parentale.

La giudice Rivoira, conclude in proposito: “denigrare un genitore, porta sicuramente ad un rischio evolutivo elevato. Questo perchè, per un bambino sovente in una fase di crescita che sta strutturando la sua personalità, è importante che abbia una immagine (che noi chiamiamo materna e paterna) dei due genitori. Non avere un genitore, sentire che l’altro lo denigra, non funziona, non va bene è cattivo, non ti vuole bene, porta il bambino ad un impoverimento della costruzione della propria personalità, quindi è come se una parte non si potesse sviluppare”.

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