Sembra non volersi spegnere, l’ondata di esasperazione che si protrae da anni, in merito alla questione Cimiteri Messina, nonostante gli slanci e le risorse spese, per figurare bene al traguardo della Commemorazione dei Defunti di Novembre, vogliamo ricordare il drammatico caso delle carenze igienico sanitarie – e non solo, all’interno del camposanto di Santa Margherita, villaggio della zona Sud.

Nello stesso facevano bella mostra da sempre, lavandini putridi di melma secolare, sommati a vistose pozzanghere nei pressi degli stessi, per il malfunzionamento delle griglie di scolo usate come discarica di polveri e cemento, senza alcun interesse da parte del Custode, incuria generale, e vecchie scale di ferro tutt’ora presenti, come raggiungimento per le celle a muro senza rotelle, nonché pericolanti.

In quei giorni di suffragio, gli interventi last minute, partiti in sordina dopo un articolo del medesimo, suscitarono ilarità tra i visitatori del piccolo cimitero, e spinsero la Signora Margherita Foti, a inoltrare una lettera/richiesta alla I Circoscrizione, e al Comune di Messina, (Prot. N.315171 e Prot. N315333).

Ma un mese dopo, la Signora Foti fornendoci la propria documentazione correlata di foto, vuol portare a conoscenza di come la lapide del padre, collocata versante monte, sia costantemente insudiciata e deturpata da escrementi di uccelli, che trovano rifugio da un albero attiguo alla tomba, già ricurvo e pericolante, e che a giorni alterni, (lavoro permettendo), si veda costretta col marito, a recarsi costantemente al cimitero, munita da specifici prodotti, con annesse raschietta, spazzola, diluente e panni, per rimuovere le abrasioni letali, sul marmo funebre.

Inoltre, più volte la Foti ha segnalato al Custode l’incresciosa faccenda, senza alcun riscontro oggettivo. Considerata l’elevata dannosità del guano depositato dagli stormi, colombi e/o piccioni, il rischio sanitario è dietro l’angolo, segnatamente in giorni affollati di visitatori per le ricorrenze ufficiali, ma come ci dice lei stessa, “principalmente per un diritto individuale di rispetto verso il mio papà, chiedo che vengano adottati degli accorgimenti, come la rimozione dell’arbusto, posti a lenire la spiacevole situazione cui dover far fronte continuamente”.

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