Ogni cittadino, deve usare il suo diritto di iniziativa per chiedere all’Autorità di avviare azioni adeguate in caso di flagrante violazione dei diritti umani.

In data 9 gennaio 2017, la famiglia del minore Alessandro Digiorgio (di Torino) ha ricevuto una lettera dal garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della regione Piemonte. Si ricorda, che il bambino è stato ingiustamente sottratto dalla famiglia. La decisione limitata ad una trascrizione della psicologa, è assolutamente ingiusta e basata su una assenza di degna ricostruzione dei fatti, in base alle prove raggiunte durante la causa di divorzio, comunque basata su erronee e carenti valutazioni, probabilmente in palese contrasto con la legge.

L’allontanamento infatti del minore, non trovava giustificazione già nella richiesta della psicologa (“per meglio analizzare il minore fuori dal contesto domestico”) e quindi non si può prescindere da tale decisione, che potrebbe comportare una palese violazione di legge. La madre di Alessandro ha inviato alcune lettere a Roma alla dottoressa Filomena Albano, che è la titolare dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza per chiederle di garantire e favorire un sano sviluppo psico-fisico del minore all’interno della sua casa ed ambiente familiare.

In assenza del garante regionale, come nel caso del Piemonte, si faceva riferimento all’Autorità Garante Nazionale Infanzia e Adolescenza, che poteva accogliere le segnalazioni. Che coincidenza, la dottoressa Rita Turino è stata nominata per ricoprire la funzione di Garante regionale per l’Infanzia e per l’Adolescenza in Piemonte il 25 ottobre 2016. A volte, serve solo un po’ di comunicazione per risolvere tutto. È una vittoria, quella di avere un garante regionale per tutelare e promuovere i diritti dei minori.

La Convenzione delle Nazioni Unite del 20 novembre 1989, sui diritti dei fanciulli accorda loro diritti intrinsechi e all’affermazione di tali prerogative, tutte le nostre azioni devono ispirarsi. Ove si tratti di fornire assistenza ai minori, dovrebbe essere considerato preminente l’interesse superiore del bambino, conformemente alla Convenzione.

La genitrice del bimbo di Torino, ha ragione a chiedere interventi per garantire la parità e a insistere sulla creazione di un gruppo di controllo del caso per monitorare il tutto ed evitare che la situazione possa avere un seguito eventualmente, non conforme alle morme che tutelano i soggetti che non hanno raggiunto la maggiore età. Ogni cittadino, deve usare il suo diritto di iniziativa per chiedere all’Autorità di avviare azioni adeguate in caso di flagrante violazione dei diritti umani. In ogni caso, auguriamo al garante regionale del Piemonte ogni successo in questa missione.

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