Chiara Sterrantino che coordina il Movimento Scuola Politica (Gruppo Briguglio-Musumeci), interviene sul problema venutosi a creare negli ambienti scolastici messinesi, al rientro dalle vacanze di Natale, allorquando diverse migliaia di studenti hanno fatto i conti con ambienti gelidi.

La Sterrantino, scrive: “a seguito degli inevitabili attacchi politici e mediatici e delle sacrosante rimostranze di genitori e alunni lasciati all’addiaccio, per aver omesso ogni intervento e controllo manutentivo e di ripristino degli impianti di riscaldamento nelle scuole cittadine, il sindaco Accorinti corre ai ripari in extremis con un’ordinanza di chiusura di alcuni Istituti”.

“Il livello dell’attuale Amministrazione è dato non solo dal tenore tecnico-lessicale dell’ordinanza e dai vuoti interpretativi che genera, ma anche dalla confusione creata dalla pubblicazione di una prima ordinanza (n.4), seguita da una seconda (n.5) per correggere l’elencazione delle Scuole oggetto del provvedimento di chiusura (da 15 a 38 Istituti)”.

“Poi lo stesso Accorinti fa sapere in conferenza stampa che il nuovo elenco è sovradimensionato, ma la colpa non è sua: la scarica tutta sul dirigente del dipartimento edilizia scolastica che gli ha consegnato una lista non aggiornata”.

“Una condotta che dice tutto sulla confermata incapacità tecnica, del primo cittadino e della sua giunta, ad affrontare problemi vitali che le famiglie messinesi sono costretti a subire a causa del caos amministrativo che segna la stragrande maggioranza dei provvedimenti che escono da Palazzo Zanca”.

“Purtroppo quest’ultimo episodio di una settimana di chiusura delle scuole gelate partorita dall’incompetenza di Accorinti e dei suoi assessori, indica l’unica strada che la città ha per salvarsi da altri danni dell’attuale gestione”.

La referente di Scuola Politica, conclude: “ovvero, la mozione di sfiducia al sindaco dimostratosi non all’altezza dei problemi della città, per ridare la parola ai messinesi. È l’ultima possibilità, per un Consiglio comunale fino ad oggi succube e complice. Cosa deve accadere ancora?”.

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