L’allontanamento facile o rapimento legalizzato dei bambini è tra i crimini più inumani, ed è in aumento in Italia. Dobbiamo essere chiari su una cosa: non stiamo parlando di un singolo caso, ma dell’arbitrarietà e di un sistema brutale che nega i diritti delle famiglie e dei bambini. Con i dettami dei servizi sociali italiani, ogni parvenza di un processo deliberativo democratico è stata eliminata. Il settore dei minori è appunto uno di quelli in cui, ovviamente, trovano ampio spazio lo scontro degli interessi e della dominazione totale dei servizi sociali.

Esistono gli assistenti sociali che riescono, tramite le loro relazioni, a manipolare l’andamento dei casi a loro vantaggio. Ne consegue che le circostanze che coinvolgono la famiglia saranno raccontate in base ai dettami dei servizi, non in relazione alla realtà dei fatti. È diventato un mezzo per nascondere la verità, disinformare e fare propaganda per la loro attività incontrollabile. I servizi assieme con le case-famiglia hanno usato a loro vantaggio il traffico dei minori. Queste strutture, negano i diritti fondamentali e perseguitano i genitori-oppositori, chiedendo di inviare i bambini nelle case-famiglia.

Questa persecuzione dei genitori, da parte dell’Autorità basata sulla repressione non è lungimirante. Il connubio tra “estremismo e monopolio” ideologico dei servizi sociali è senza dubbio devastante. Allo stesso tempo, però, c’è un aspetto ancora più deleterio, nel senso che particolari proposte dei servizi sociali mirano a imporre condizioni per le famiglie come nel Medioevo. In tali attività, molto poco  è il bene che si decide per la famiglia se non in base ai comandamenti dei servizi sociali e certi psicologi della NPI. L’indipendenza del potere dei servizi è degradante quando proprio la struttura, il comportamento e la cultura di una parte degli stessi servizi negano i principi fondamentali della democrazia. In realtà, si dovrebbe perseguire tutti insieme, l’unico obiettivo di ricordare agli italiani che sono ostaggio dei servizi sociali e che non devono piegarsi alle regole del dogma diabolico di questo apparato.

Il Signor Presidente dell’Associazione OLAFA ha dichiarato:”dall’inizio del 2009, è individuata come una minaccia per la famiglia italiana l’azione compiuta attraverso un sistema di allontanamento minorile. Segnaliamo un comportamento anomalo degli operatori sociali, che creano una rete e un vero business. Orbene, noi sappiamo per certo che purtroppo è assai frequente, in Italia, la soppressione dei genitori da parte dei servizi sociali e dei tribunali. Siamo molto preoccupati per la crescente influenza dei servizi, che sono responsabili della grave repressione dei genitori dissidenti. Possiamo concorrere alla lotta, usando strumenti come l’accordo di associazione che abbiamo con diversi movimenti per esercitare un’indubbia influenza.”

A livello pratico pertanto, la costruzione di una società civile organizzata è estremamente difficile in tali condizioni. Le famiglie possono dare un contributo considerevole alla creazione di una società della Coscienza più coesa e democratica. Lo scopo principale è piuttosto creare uguaglianza tra i cittadini a loro beneficio e ottenere risultati concreti. Rivolgiamo un appello all’Autorità “cieca”, di comportarsi secondo i principi della legislazione comunitaria, attenendosi alla Convenzione Europea. I rapporti con i servizi sociali e con l’Autorità Giudiziaria, devono fondarsi sui principi democratici, sulla legislazione vigente e soprattutto sui diritti dell’uomo e sulla dignità umana.

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