Saro Visicaro, importante esponente della società civile e dell’associazionismo a Messina, in merito all’attuale momento politico che si vive in città, scrive: “com’era prevedibile la richiesta di discussione in consiglio comunale delle dimissioni del sindaco e di tutti i consiglieri ha scatenato Babilonia. I devoti del sindaco accusano i firmatari della mozione di ogni nefandezza e viceversa. Si dà il caso che proprio gli stessi firmatari hanno sostenuto, con i loro voti, questa Amministrazione. Quindi invece di analizzare cos’è stato fatto, cosa non è stato fatto, cosa si sarebbe potuto fare, e ancora più importante, cosa si potrebbe fare ancora per uscire da questo pantano amministrativo, etico, rappresentativo, si preferisce accanirsi in uno stupidario collettivo”.

“-Accorinti è onesto-, -i poteri forti non lo vogliono più- e bla bla bla di questo tipo. I maestri dell’indignazione come Marcello Minasi & C dilatano a dismisura ragionamenti atrofizzati. Mi chiedo. Per caso che quest’Amministrazione non abbia sprecato una occasione storica e non più ripetibile? Me lo chiedo e lo chiedo ai tanti indignati. In questi quasi quattro anni, qualcuno è forse riuscito a fermare per un attimo Accorinti e i suoi più stretti devoti per riflettere sul percorso che stavano seguendo? Onestamente, credo che nessuno abbia avuto l’opportunità’ di avviare un ragionamento serio e pacato.
In un bilancio del fatto e del non fatto qual è la valutazione generale? Diritti civili, servizi sociali, trasparenza, politiche culturali, periferie, Scuola, organismi di garanzia non attivati, rifiuti, questione traghettamento, etc. etc. Tutto è’ stato fatto al meglio? Non dico risolto ma, piuttosto avviato a soluzione?”.

Visicaro, conclude così il proprio pensiero: “i rapporti e la funzione con l’Autorità portuale,per esempio. I regali fatti per la Falce, la ex Fiera, gli approdi come bisognerebbe considerarli? Che giudizio dare? Certo, chi verrà dopo non potrà rappresentare il cambiamento. Con ogni probabilità. Ma chi ha reso impossibile quel cambiamento per il quale ha ricevuto una parte del consenso come bisogna giudicarlo? Sono convinto, che con i risentimenti non si risolvono i problemi ma sono altresì convinto che neppure le assoluzioni acritiche ci facciano uscire dal pantano”.

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