La consigliera comunale di Grande Sud (a Palazzo Zanca), Donatella Sindoni, dopo aver appreso dei risvolti giudiziari relativi a Gettonopoli 2, commenta così le ultime vicende: “dedicato a tutti quelli che, senza sapere ne’ tanto ne’ quanto, ci hanno insultati e delegittimati”.

La Sindoni, conclude: “prima di fare commenti abbiate la compiacenza di leggervi le carte processuali e soprattutto, una volta che dalla vostra bocca avete partorito le accuse e gli insulti piu’ infamanti, potreste avere quantomeno il buonsenso, oltre che il buongusto, di chiedere SCUSA”.

Tutto ciò infatti dovrebbe essere una logica e civile conseguenza, legata all’epilogo dell’inchiesta Gettonopoli 2, che ieri in Aula a Palazzo Piacentini, ha fatto registrare un provvedimento assolutorio dello stesso g.i.p. (giudice per le indagini preliminari), Salvatore Mastroeni, con l’avvenuta archiviazione del fascicolo procedimentale a carico di tutti i 21 indagati.

Mastroeni infatti, ha stabilito il criterio che sotto i 3 minuti di assenza complessiva non vi è reato. In questa vicenda, si ipotizzava che gli indagati avessero percepito indebitamente il gettone di presenza per i lavori delle commissioni consiliari. A finire nell’occhio del ciclone, anche coloro i quali avevano inanellato assenze al di sotto dei 3 minuti in totale. In un monitoraggio costante e sotto traccia, attuato per due mesi a Palazzo Zanca dalla Digos, emersero quindi presunti abusi, che ieri si sono rivelati inconsistenti.

Questi, i nomi di chi era indagato: Giuseppe De Leo, Luigi Sturniolo, Giuseppe Trischitta, Elvira Amata, Claudio Cardile, Simona Contestabile, Libero Gioveni, Pietro Iannello, Antonino Interdonato, Rita La Paglia, Nina Lo Presti, Francesco Mondello, Francesco Pagano, Pierluigi Parisi, Ivana Risitano, Mario Rizzo, Antonia Russo, Giuseppe Santalco, Nora Scuderi, Donatella Sindoni, Lucy Fenech.

Il dottor Mastroeni, in 27 pagine di Decreto, ha motivato l’archiviazione, per la quale gli era giunta una richiesta in tal senso anche da parte del pubblico ministero d’udienza, l’aggiunto della procura peloritana, Vincenzo Barbaro.

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