L’avvocato Fernando Rizzo, in una nota sul proprio profilo facebook, commenta così l’attuale situazione politica di Messina: “Daniela Ursino e Luca Eller Vainicher sono (stati?) gli unici assessori con una visione pragmatica che hanno salvato la faccia all’amministrazione più fallimentare e sconclusionata di sempre. Non fallimentare solo per le cose non fatte, ma soprattutto per la filosofia terzomondista che la ispira. Ricordate il professor Signorino, persona per bene, capace di fare bilanci economici sul ponte che non c’è ma incapace, a maggio del 2016, di approvare il bilancio preventivo comunale del 2015?”.

“Luca Eller Vainicher li ha salvati da default, commissariamenti e sputtanamenti. Accorinti è responsabile di 3 anni e 1/2 di vaniloqui e bla bla bla, con una città sempre più emarginata, povera e priva di lavoro. Ma il lavoro, la disperazione della gente e delle famiglie, non interessano a nessuno degli strateghi di questa amministrazione che parla solo di decrescita felice (senza crescita), di trasferimento delle aziende produttive a Catania e ha contribuito con la peggiore politica messinese che da ventanni demolisce questa città, all’accorpamento dell’A.P. di Messina – Milazzo al porto morente di Gioia Tauro con la famosa cassa di 100 milioni di attivo che da soli avrebbero trasformato Messina (come Malaga, Barcellona, Genova, Trieste o Salerno) versate nelle tasche della famiglia genovese Aponte proprietaria della Medcenter il terminalista che minaccia di licenziare i 420 cassintegrati”.

Rizzo, conclude così: “per non parlare dell’assenza di investimenti (dove sono i progetti esecutivi per avviare le gare?) malgrado i 300 milioni stanziati nel Masterplan da Renzi, i fondi comunitari perduti nei servizi sociali, il palazzo di Giustizia nel limbo, la via Don Blasco al palo, il porto di Tremestieri bloccato, il progetto della via del Mare accantonato, l’emarginazione infrastrutturale che rende Messina marginale persino rispetto alla Sicilia malgrado le straordinarie potenzialità dell’ex città porta della Sicilia. Miseria su miseria e 2.500 giovani ogni anno, finita la scuola, lasciano la città per studiare o lavorare fuori. 3 anni e 1/2 di Accorinti, come del resto era nelle corde di un uomo noto per il vestiario tipico del clochard e le proteste a favore di traghettatori e i grandi borghesi proprietari delle ville di Torre Faro, sono bastati a farci perdere la faccia e la speranza”.

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