L’ingegnere Pippo Natoli, di Piraino nel messinese, invia una nota ai futuri amministratori, per indicargli le priorità che vi sono per alcuni centri di quella fascia di paesi nebroidei, e scrive: “considero opportuno sottoporre all’attenzione dei futuri amministratori del Comune i seguenti annosi problemi non risolti il cui elenco che segue non è esaustivo”.

Ovvero: “garantire la pubblica e privata incolumità messa a rischio da frane o caduta massi dal costone che sovrasta Ponte Piraino – Castello di Gliaca – Falconara – Calanovella, tema riguardante l’erosione costiera dell’intero litorale con progressivo e serio pregiudizio per le attività turistiche legate alla balneazione, la pericolosità dei corsi d’acqua (burroni e torrenti) in massima parte con alveo a livello più alto degli adiacenti territori e con muri d’argine pericolanti per carente o assente manutenzione, rete viaria degradata e altre urbanizzazioni incomplete nelle aree degli insediamenti produttivi di Gliaca, prevenzione incendi che frequentemente devastano il territorio comunale mettendo a repentaglio pubblica e privata incolumità soprattutto del centro storico, insicurezza e precarietà degli attuali accessi al mare da Castello di Gliaca a Zappardino, mancata messa in sicurezza dei pozzi degli acquedotti per garantire la potabilità delle acque destinate al consumo umano”.

Natoli, prosegue: “inoltre, per non ripetere gli errori del passato, occorre valutare criticamente la qualità (rapporto benefici/costi ed errori) in alcune importanti scelte tecniche ed amministrative”.

E, cioè: “totale crollo delle scale di accesso al mare – pali di fondazione compresi – prossime al Castello di Gliaca sconsideratamente costruite (con variazione della originaria previsione su roccia) su una discarica di terriccio eroso dalle mareggiate, dissesto della copertura a tetto con infiltrazione di acque di pioggia nella Chiesa del Convento contigua al cimitero e degrado dell’adiacente campanile, recupero dei locali della Chiesa sconsacrata di San Cataldo costato alla collettività cifre astronomiche (a tutt’oggi non utilizzati), incontrollati costi di gestione degli acquedotti tutti con impianti di sollevamento e condotte colabrodo e del depuratore consortile dove affluiscono acque nere ed acque di pioggia”.

Per concludere, il professionista evidenzia: “perdurante smaltimento indifferenziato dei rifiuti solidi urbani con costi insopportabili. E dulcis in fundo per quali motivi il Piano Regolatore Generale è stato di fatto SUICIDATO e cosa si aspetta per completare i lavori di consolidamento di Piraino centro dove un ampio tratto della strada che porta alla Guardiola è dissestato in conseguenza degli scavi non protetti e della lunghissima sospensione lavori del consolidamento. Signori amministratori e aspiranti tali, vale sempre l’antica massima -ERRARE E’ UMANO, PERSEVERARE È DIABOLICO-“.

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