On. Angelo ATTAGUILE – INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA. Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Per sapere:
quali iniziative di competenza il Ministro interrogato intenda adottare per assicurare al porto di Augusta la realizzazione delle infrastrutture necessarie, sia come opere portuali che come collegamenti ferroviari veloci con il Nord Europa, allo scopo di garantire la possibilità per lo Stato di competere sul trasporto merci a livello internazionale, puntando soprattutto sul risparmio di 7 giorni di navigazione nel collegamento tra Suez e Rotterdam.

Premesso che:
sul quotidiano «La Sicilia» di martedì 24 gennaio 2017 è stata riportata la notizia che l’Unione europea ha ritirato un finanziamento di 200 milioni di euro previsto per il porto di Augusta; il quotidiano collega tale notizia alla questione della mancata realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, di cui Eurolink ha vinto il bando per 3,9 miliardi di euro, riportando un resoconto delle spese per lo Stato italiano;
il giornale evidenzia che i 325 milioni di indennizzo chiesti dalla società Stretto di Messina, per la mancata realizzazione dell’opera, vanno sommati ai 700 milioni di euro chiesti da Eurolink, di cui 301 milioni di euro per spese e 329 milioni di euro per danni, ai 90 milioni di euro della Parson Trasportation, al milione della società che si occupa del monitoraggio ambientale, ai 300 milioni che fino ad oggi sono serviti per studi vari;
la richiesta di indennizzo sarebbe stata presentata nel 2013, ancor prima della messa in liquidazione della società «Stretto di Messina», ma il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, a cui è stata indirizzata la richiesta, non è ancora intervenuto per comporre la vertenza; pertanto, sembra che la società «Stretto di Messina», dal 2013 ad oggi, sia costata per lo Stato 13 milioni di euro tra oneri sociali e gettoni;
la mancata realizzazione del ponte sullo stretto di Messina incide pesantemente sulla possibilità di trasportare velocemente, via ferrovia, delle merci che potrebbero arrivare per mezzo di grandi navi portacontenitori ai porti siciliani;
l’attracco al porto di Augusta di grandi navi portacontenitori, che escono dal Canale di Suez e si dirigono a Rotterdam, farebbe risparmiare sette giorni di navigazione, e ulteriori sette per il ritorno, ma tale possibilità è strettamente legata al trasporto veloce via ferrovia e, quindi, alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina e all’adeguamento delle gallerie ferroviarie siciliane per far passare carri merci più grossi;
la perdita di 200 milioni di euro di finanziamenti dell’Unione europea per il porto di Augusta, causata dall’inerzia degli organi competenti e dalla conseguente mancata realizzazione di opere portuali necessarie e indispensabili per lo sviluppo dello scalo portacontenitori, abbinata alle mancate azioni del Governo per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, nonostante la cifra di oltre un miliardo di euro che ne costerebbe la mancata realizzazione, bloccano il rilancio della Sicilia e la possibilità per lo Stato italiano di competere sul trasporto merci a livello internazionale.
lettera-attaguile-31-01-2017

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