Gli appartenenti alla Benemerita della Compagnia di Milazzo, hanno effettuato una operazione, volta alla tutela del territorio. Nell’ambito della loro attività svolta, danno risalto a quello che hanno attuato, spiegando che: “con l’accusa di furto aggravato in concorso i carabinieri della Stazione mamertina hanno arrestato nella giornata di ieri due soggetti sorpresi ad asportare sabbia dal greto del torrente Boncoddo. Quando erano, le ore 8 circa, durante l’espletamento di un servizio perlustrativo, predisposto per la prevenzione e repressione di reati in genere, nel transitare lungo la SS.113 direzione Messina-Palermo, veniva notato, nel Torrente Boncoddo, che divide il Comune di Rometta da quello di Spadafora, un escavatore che stava prelevando dal greto del corso d’acqua, della sabbia e la caricava nel cassone di un camion”.

“I militari pertanto, si appostavano nelle adiacenze del torrente e assistevano alla scena di un escavatore che prendeva la sabbia dal greto del torrente e la caricava nel cassone di un camion. Riempito il cassone, veniva coperto con un telone blu, e quindi il camion partiva per uscire dalla zona pluviale e imboccare la via Nazionale con direzione Messina-Palermo quando casualmente si imbatteva in una pattuglia dei carabinieri. Alla guida del camion vi era Calogero Giorgio, classe 55, che unitamente al sodale Parisi Giuseppe, classe 69, conducente di un caterpillar in loro uso venivano condotti in caserma per gli accertamenti di rito”.

La nota, delle Forze dell’Ordine, termina evidenziando: “a seguito di accertamenti condotti i militari della Stazione di Rometta Marea appuravano che la sabbia asportata era di circa 25 tonnellate, il tutto sottoposto a sequestro unitamente ai mezzi utilizzati. Avendo avuto riguardo, alla gravità della condotta messa in atto dai due soggetti, gli stessi sono stati tratti in arresto con l’accusa di furto aggravato in concorso. Su disposizione della Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Messina, sono stati condotti ai rispettivi domicili in attesa dell’udienza di convalida all’esito della quale dopo aver confermato l’arresto veniva applicata ad entrambi la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza”.

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