Francesco Palano Quero, Alessandro Russo e Liliana Modica, del Partito Democratico, questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa a seguito delle dichiarazioni di ieri del presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, intervenuto presso la sede della Città Metropolitana, sull’assetto dell’Autorità portuale.

Gli esponenti piddini, in un documento specificano che: “le dichiarazioni di ieri del presidente Crocetta, come ampiamente atteso, stante la successione da tempo nota della documentazione prodotta in questi mesi dal suo governo in tema di Autorità Portuale di Messina, ben lungi dal -fare chiarezza- in maniera eclatante, piuttosto, non dimostrano purtroppo altro che la sua palese insipienza nei confronti della vicenda complessiva e il suo disinteresse completo verso la città di Messina. Al di là di avere appreso che il presidente Crocetta ritiene -grande città del Sud- Catania, mentre Messina è evidentemente di dimensioni tali da poter essere sacrificata ad altri interessi che a noi oggi non sono chiari, e sorvolando sulla squallida mancanza di stile e di rispetto verso chi legittimamente sostiene idee diverse dalle sue, che attribuiamo al nervosismo della campagna elettorale che ha lanciato in questi giorni, ciò che resta agli atti è una serie di fatti che evidentemente, nonostante i voli pindarici del presidente, restano tali”.

“A seguito dell’approvazione del decreto del Governo Renzi della scorsa estate, il governo Crocetta non ha presentato formale richiesta di proroga di 36 mesi per l’Autorità Portuale di Messina, facendolo invece per Catania. Decorso il termine previsto dalla normativa nazionale e senza formale richiesta presentata da Palermo, Messina non è stata più selezionabile per la sede amministrativa temporanea. Le lettere di intenti dello scorso febbraio presentate per dimostrare la volontà del governo regionale di voler mantenere a Messina la sede temporanea dell’Autorità, senza atti conseguenti secondo le previsioni di legge, restano tali: letterine di buone intenzioni, che – come visto – non producono risultati”.

“Crocetta ben sa che la letterina di intenti non sarebbe servita a nulla, vero è che per Catania, invece, il suo governo ha prodotto secondo previsioni di legge la richiesta di proroga, oggi accolta. La paventata opposizione alla Consulta, riprodotta oggi, sembra più che altro un disperato tentativo di salvare il salvabile, fuori tempo massimo e dalle conseguenze difficilmente utili per Messina. La legge è già esecutiva da mesi, l’opposizione avrebbe dovuto essere sollevata l’anno scorso, come pure pre-minacciato da Crocetta nel febbraio 2016 ma, come prevedibile, senza atti conseguenti”.

In conclusione, i tre componenti dem sottolineano: “amaramente constatiamo che Crocetta ha di fatto lanciato la sua campagna elettorale, cercando di sollevare cortine di fumo che distraggano Messina, alzando i toni e insultando chi sta semplicemente additando il suo governo per le incapacità dimostrate nella vicenda messinese. Ne prendiamo atto, ma certamente non ci fermeremo, attraverso tutti i canali a nostra disposizione faremo ancora di tutto, nei prossimi giorni, per fare pressioni sul Governo nazionale affinché torni indietro sulla decisione di Gioia Tauro e per restituire a Messina, la terza città della Sicilia, alla dignità della sua storia marinara e portuale. A Crocetta regaleremo, infine, un sussidiario delle elementari, scoprirà che Messina, pur non essendo forse nei suoi gradimenti, resta sempre una grande città del Sud. Lo capirà?”.

Altre informazioni, potrete apprenderle dalle dichiarazioni espresse nel video allegato.

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