Comune di Messina: nuovamente in evidenza, il caso di Donatella Sindoni

LA CONSIGLIERA SI DICE VITTIMA DI UN ABUSO D'UFFICIO

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Ufficialmente, la sessione dei lavori del Consiglio Comunale di domani, prevede la discussione sulla nascente “Messinaservizi Bene Comune”, ma quasi come un un fulmine a ciel sereno, ricompare in Aula il caso legato alla presunta ineleggibilità (acclarata fino ad ora solo in primo grado davanti al Tribunale di Messina) della consigliera Donatella Sindoni, di Grande Sud.

Tutto ciò, in quanto, la Segreteria generale di Palazzo Zanca, rappresentata dal dottor Antonio Le Donne, ha inviato all’Ufficio di Presidenza del Consiglio, tutti quegli atti necessari affinchè si instauri correttamente il dibattito, inserendolo all’Ordine del giorno di domani.

Giovedì scorso, secondo quanto emesso in una sentenza emessa a Palazzo Piacentini, è stata decretata l’immediata decadenza della Sindoni, a causa di una ineleggibilità sussistente all’atto della candidatura, ma com’è nel suo pieno diritto l’interessata ha annunciato la proposizione di un idoneo ricorso in Corte D’Appello. Intanto però, i consiglieri, dovranno discutere la surroga a vantaggio dell’avvocato Giuseppe Siracusano, che se subentrante andrà a sedere tra gli scranni del PD, rinforzando di fatto il Partito nei numeri.

La vicenda legata all’ex presidente della Commissione Servizi Sociali, è abbastanza delicata, inizia già nel 2014, fino alla scorsa estate, quando la Regione con l’assessorato competente scrisse che era ineleggibile, perchè nel 2013 in periodo elettorale, era “rappresentante legale di una struttura convenzionata con l’A.s.p. 5 di Messina. Successivamente però, il Consiglio Comunale, votò una delibera con 28 voti favorevoli, con la quale si decise di esprimersi contro la decadenza più volte citata.

Questa mattina durante una seduta di Commissione, gli animi sono stati tesi, infatti il dottor Giovanni Bruno, rappresentante dell’Ufficio di Segreteria del Comune, ha affermato: “c’è una sentenza, la posizione della Sindoni all’interno del Consiglio Comunale è stata chiarita. Dunque, la sua presenza non è legittima nelle sedute di Commissione o di Consiglio”.

La Sindoni, ha risposto per le rime: “questo è un abuso d’ufficio, così mi viene impedito di svolgere il mio ruolo istituzionale”.

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