MANCANO POCHI GIORNI ALL’INIZIO DELLA TRENTESIMA EDIZIONE DI SAMOTER, LA PRINCIPALE FIERA EUROPEA DEL SETTORE DELLE MACCHINE PER COSTRUZIONI IN CALENDARIO IN QUESTO 2017, ORGANIZZATA NELLO SPAZIO DI VERONAFIERA: ATTESI I GRANDI PLAYER DEL SETTORE E APPROFONDIMENTI SULLE NOTIZIE DI ATTUALITÀ PER IL COMPARTO.

Un fenomeno in aumento, che coinvolge più di 20 milioni di italiani, vale a dire il 37 per cento all’incirca della popolazione dello Stivale: parliamo della quota di persone che dedicano parte del proprio tempo libero alla cura di orti, giardini e terrazzi, ovvero che coltivano (è il caso di dire) la passione per la professione o per l’hobby del giardinaggio.

Il pollice verde. Gli hobby farmers, come da definizione della Coldiretti, sono pertanto in estensione e “sfruttano” ogni spazio a disposizione: a diventare oggetto di cure sono non solo i tradizionali giardini, infatti, ma anche le aree verdi messe a disposizione dai Comuni, i terrazzi privati o condominiali, il balcone o anche solo un piccolo spazio all’interno della casa. Qualsiasi sia la superficie, comunque, gli italiani dal pollice verde approfittano per coltivare, in base alla stagione, ortaggi, frutta o erbe aromatiche, piantati sia in orizzontale che in verticale, che dunque si affiancano alla tradizionale cura dei vasi di fiori.

Aumentano gli spazi. I numeri emersi dall’indagine della Coldiretti aiutano a comprendere la portata del fenomeno: appena sei anni fa, nel 2011, nelle città italiane si contavano circa 1,1 milioni di metri quadrati destinati ad orto pubblico, e solo due anni dopo, nel 2013, la quota era triplicata fino a toccare i 3,3 milioni di metri quadrati, successivamente incrementata fino a oggi.

Coinvolti i giovani. A sorprendere è anche il fatto gli hobby farmers siano per lo più giovani: oltre la metà degli italiani di età compresa tra 18 e i 34 anni, infatti, coltiva da sé piante o ortaggi, dichiarando di essere motivato innanzitutto dalla voglia di mangiare prodotti sani e genuini (26 per cento), ma anche per passione (10 per cento) e in piccola ma importante parte, per risparmiare (4,8 per cento). Come si legge nel report dell’associazione dei coltivatori, il ritorno al contatto con la natura è una passione che “si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di coltivazione. Un bisogno di conoscenza che è stato colmato con il passaparola e con le pubblicazioni specializzate, ma che ora ha favorito la nascita di nuove figure professionali“.

Un sistema in moto. Ma gli italiani si dedicano al lavoro nell’orto non solo in giardini e terrazzi privati, come detto, ma anche nei terreni pubblici o nelle aziende agricole, al punto che per molti questa è diventata una vera e propria professione, come sottolineato dall’aumento record del 51 per cento negli ultimi sei anni delle iscrizioni di giardinieri alle Camere di Commercio del Belpaese. Inoltre, questa nuova tendenza è testimoniata anche dalla crescita delle macchine e attrezzature per il gardening anche nei consorzi agrari, oggi in vendita anche sul Web su portali come Giffi Market: lo scorso anno, si è registrato un incremento rilevante dalle motoseghe (quasi 6 per cento), di trattorini tagliaerba, di soffiatori e aspiratori, ma anche di motozappe e rasaerba robot.

Obiettivi multipli. Come accennato, questa “moda” (che pare tutt’altro che passeggera) ha una diffusione ampia e trasversale, coinvolgendo sia uomini che donne, senza particolari differenze di fasce di età e territori di residenza. A convincere sempre più appassionati è anche lo sviluppo delle coltivazioni degli orti urbani messi a disposizione dei Comuni, aree attrezzate senza scopo di lucro che vengono assegnate in comodato ai cittadini richiedenti, che in questo modo possono coltivare prodotti destinati al consumo familiare oltre che contribuire a riqualificare zone degradate delle città.

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