Ferrara: bambini tolti alla madre

UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE PER CHIEDERE L'ISPEZIONE ALL'ASP

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Una donna ferrarese, vittima di violenza domestica, ha dovuto subire l’allontanamento dei suoi due figli minori. Al punto in cui è arrivata, ora combatte da oltre un anno per riavere i suoi bambini con se. Questa tragedia umana, non poteva restare circoscritta e sotto silenzio, infatti è arrivata all’attenzione del Senato per merito dell’interrogazione del senatore Sergio Divina (Ln).

Nel documento, il parlamentare chiede ai ministri della Giustizia, del Lavoro e delle Politiche sociali e della Salute, l’avvio di opportuni accertamenti, tendenti ad avviare una ispezione presso gli uffici del Servizio sociale dell’Asp di Ferrara.

Come si legge, dal documento che è stato presentato in Senato la vicenda risale dicembre 2015, quando: “il servizio sociale dell’Asp di Ferrara ha tolto due bambini alla madre affidataria”.

Alla madre infatti fino ad allora, era stato concesso l’affidamento esclusivo dei figli a partire dall’estate del 2013. Fatti ai quali si giunse, dopo una triste separazione tra coniugi, terminata con l’allontanamento del marito dalla casa coniugale. Nel frattempo l’uomo, veniva condannato con sentenza passata in giudicato (nell’ottobre 2016), per il reato di lesioni personali, agito contro la proprio consorte, aggravato da futili motivi e dall’aver commesso il tutto in presenza di una minore.

Inizialmente le dinamiche familiari, furono seguite da una assistente sociale che riferiva attraverso i propri elaborati, di un ambiente familiare consono che si basava su un adeguato rapporto madre-figli. Purtroppo pero’, tutto iniziò a prendere una china diversa nel luglio 2015, nel momento in cui ad interessarsi della questione fu una diversa professionista, la quale cominciò inspiegabilmente a scrivere relazioni negative contro la madre, fino al punto che dopo qualche mese, nell’ottobre 2015 l’assistente sociale chiese alla Procura della Repubblica minorile presso il Tribunale di Bologna di allontanare i bambini da casa.

Visto che nel dicembre 2015, il Tribunale per i minorenni non aveva evaso positivamente la richiesta, decidendo in linea con il loro suggerimento, il servizio sociale effettuava un allontanamento forzato accompagnando i bambini a casa della zia del padre (come si ricorderà era stato in un primo tempo denunciato dalla moglie per violenza assistita, successivamente sarebbe stato condannato per lesioni).

Per motivare l’allontanamento, nel provvedimento giudiziario si è scritto: “la situazione familiare, presenta caratteristiche che fanno presupporre elementi di forte pregiudizio”.

Il parlamentare, ricorda: “per un allontanamento del genere, non devono esserci presupposizioni ma certezze. Viepiù, l’Ordine nazionale degli assistenti sociali fa sapere che l’allontanamento di un minore dalla famiglia va attuato come misura residuale, dopo aver esperito tutti i tentativi per evitarlo, cosa mai avvenuta nel caso di specie”.

Questa storia, è caratterizzata anche da altri problemi, come ad esempio il fatto che: “in modo improprio ed abnorme, il servizio sociale ha relazionato al Tribunale per i minorenni di Bologna che non aveva alcuna competenza funzionale, essendo in corso un giudizio di separazione innanzi al Tribunale civile di Ferrara”, tutto è stato fatto ugualmente. L’assistente sociale, invece che riparare all’errore, ha insistito con un allontanamento forzato”.

Dopo 9 mesi il Tribunale per i minorenni si dichiarava incompetente, nonostante ciò, i bambini sono gravemente rimasti in una situazione indefinita non sapendo bene a chi fossero affidati, perchè scrive Divina: “non esiste alcuna disposizione in merito, risultano essere stati sottratti al nucleo familiare solamente grazie ad un allontanamento ex articolo 403 del codice civile mai convalidato da alcun tribunale”.

Per continuare: “l’assistente sociale ha disposto (senza che fosse nei suoi poteri farlo) la calendarizzazione degli incontri, con un intento discriminatorio verso la madre, alla quale non ha permesso oramai dallo scorso mese di marzo 2016 gli incontri con la figlia, facendole vedere il bambino ogni quindici giorni, costellate da interruzioni arbitrarie motivate da circostanze del caso. Il padre invece, (condannato in via definitiva per lesioni), ha potuto beneficiare di visite libere”.

Inoltre: “L’incaricata del servizio sociale, avendo l’affido, non ha vegliato sulla salute dei bambini, che ad oggi hanno entrambi gravi complicazioni di natura clinica e psicologica. La stessa, non ha più consegnato le relazioni degli incontri protetti della mamma con i figli da marzo, commettendo probabilmente anche il reato di omissione in atti d’ufficio. Così la donna, non puo’ difendersi e la sua consulente tecnica è impossibilitata dal poter compiere una valutazione oggettiva dei fatti”.

Divina, ritiene che si tratti di: “una serie di comportamenti, assunti non nel pieno rispetto della tutela dei diritti e della salute dei minori, dando adito a seri dubbi sulla loro regolarità procedurale”.

La consigliera comunale pentastellata, Ilaria Morghen, condivide gli stessi dubbi del collega della Lega Nord, su questa -riprovevole vicenda- spiega: “nonostante le sbandierate campagne di difesa delle vittime di violenza domestica ad opera della giunta Tagliani e l’attività che dovrebbe svolgere il Servizio Minori Asp (soggetti operanti in modo difforme rispetto ai loro compiti), ho presentato una interrogazione al sindaco Tiziano Tagliani per chiedere all’assemblea dei soci Asp, ai sindaci di Ferrara, Masi Torello e Voghiera -che ora si ponga immediato rimedio a questa indegna situazione ponendo in essere ogni intervento possibile teso al recupero del legame affettivo lacerato per l’inspiegabile provvedimento di allontanamento e, ancora, in seguito, con il caparbio protrarsi della situazione che ora rischia davvero di giungere ad un epilogo tragico”.

L’esponente del Movimento Cinque Stelle, conclude: “esorto ad accertare mancanze e responsabilità amministrative (danni erariali) e giuridiche (civili e penali) di chi e perché possa aver cagionato danno fisico e mentale ai minori oggetto della scandalosa vicenda targata Asp-Ferrara, contestualmente faccio presente che invieremo un esposto alla Corte dei Conti”.

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