Messina deve cambiare: “Chiediamo ai consiglieri, di sfiduciare Accorinti”

IN UN ESTESO COMUNICATO SONO ESPRESSE LE RAGIONI DI QUESTI CITTADINI RIUNITI IN UN GRUPPO CIVICO

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Pina Previti, Carmelo Lupini, Orazio Vinci ed Alberto Cordoba Patanè, del gruppo civico Messina deve cambiare, in un loro comunicato, circa l’imminente voto di sfiducia al sindaco di Messina Renato Accorinti, scrivono: “la colpa non può addebitarsi a quellicheceranoprima poichè le vecchie amministrazioni hanno sempre garantito i diritti da noi citati e i servizi essenziali sia pure carenti e non eccellenti, non hanno mai toccato il fondo come oggi e lo hanno fatto con un terzo dei tributi e non con le tasse dalle aliquote alle stelle e 2 milioni di euro derivanti da multe incassate con gli eye scout”.

“Cittadini spennati da chi non tollera la benchè minima irregolarità come Cacciola e poi istituisce l’isola pedonale illeggittima in via dei Mille e la proproga a piacimento, multe incassate da chi lascia giacere i rifiuti per terra nell’immondezzaio Messina per settimane e poi va a sanzionare magari un povero vecchio che getta i rifiuti fuori orario. La Gestapo accorintiana che tutto può e nulla perdona ma l’esempio di legalità, dovrebbe essere una prerogativa di chi amministra prima di applicarla e di pretenderla dai cittadini. L’esempio si dice, viene dall’alto”.

“Non sono poche le attività danneggiate a causa delle vie cittadine chiuse dall’assessore Cacciola. Abbiamo assistito, alla chiusura di tanti esercizi commerciali sull’orlo del fallimento e non possiamo definire isole pedonali le strade transennate, prive di eventi organizzati e di ogni abbellimento e attrattiva, ma solo squallide strade chiuse al traffico, dove si assiste a tutte le ore (con comprovata documentazione fotografica), alla desertificazione totale. Non esiste inoltre, un progetto di sviluppo e solo adesso l’assessore Guido Signorino si sta prodigando poichè la delega è stata assegnata a lui erroneamente per tanto tempo, quando cioè, era assessore al bilancio e non aveva il tempo necessario per dedicarsi totalmente ad un progetto essenziale che rilanciasse Messina”.

“Accorinti si vanta di aver risanato tutte le partecipate, solo bugie e slogan elettorali: “all’Amam la crisi idrica non è stata risolta, la Messinambiente è quasi fallita come abbiamo sottolineato, i mezzi pubblici nuovi allAtm li abbiamo ottenuti solo tramite il finanziamento chiesto dall’ex sindaco Francantonio Genovese nel 2007. Non comprendiamo affatto, perchè acquistare dei mezzi antiquati della GTT di Torino, perennemente in panne con i cittadini dietro a spingere i miracoli accorintiani, oppure fermi in deposito e siamo a conoscenza del pignoramento dei conti aziendali, quello che si cerca di non far trapelare, ornandosi al solito con le penne del pavone e con i meriti degli altri”.

“Al fine di risarcire i lavoratori danneggiati dalla legge Brunetta, indebitamente applicata da Foti, è stata pignorata persino l’auto aziendale del dirigente dell’Atm. La vicenda, è stata resa nota tempo addietro dal sindacato Orsa ma abbiamo letto che erano bugie fino alla minaccia di querela contro chi avesse osato nuocere al buon nome dell’azienda, insomma, siamo al paradosso”.

“Abbiamo assistito ad un rimpasto degli assessori mai avvenuto, all’abbandono di tanti esperti a titolo gratuito, alla frantumazione della ex coalizione che ha sostenuto Accorinti poichè il programma elettorale non è stato rispettato: piano di riequilibrio al posto del dissesto sbandierato, politiche abitative fallimentari con le occupazioni continue di scuole e palestre da parte dei senza casa, gli ultimi dimenticati, l’impianto di biostabilizzazione in programma di realizzazione, tutto il contrario delle lotte ambientaliste, la differenziata appena al 15%, nessun taglio agli emolumenti degli assessori che sarebbero dovuti servire a finanziare il microcredito e nessun compenso ancora donato in beneficenza da Accorinti”.

“L’attuale sindaco, è indagato per reati ambientali e si attende la decisione del Tribunale per l’archiviazione o per il rinvio a giudizio e ancora, è stato denunciato alla Corte dei conti per il presunto peculato. Dalla denuncia, in seguito all’indagine del consigliere Pippo Trischitta, emergono missioni istituzionali dubbie e scontrini per due e poi rimborsi chiesti persino per il caffè, ovetti kinder e caramelle. Emerge, che in 4 anni le spese di Accorinti superano quelle di Buzzanca, decaduto nel primo mandato proprio per il peculato. I messinesi tirano la cinghia, i giovani lasciano la nostra città e vanno in cerca di lavoro altrove”.

“Accorinti, chiede persino l’euro ai messinesi ma questo per i suoi sostenitori fa parte del programma all’insegna dell’onestà intellettuale e dell’economia. Ci sembra doveroso inoltre, porre l’accento sulla coerenza del Movimento di Cmdb e dei sostenitori di Accorinti, i quali, scendono in piazza un anno prima a chiedere le dimissioni dei consiglieri indagati in gettonopoli, rei di aver svergognato la città secondo loro ma con il sindaco ancora indagato e le consigliere Risitano e Fenech iscritte nella stessa indagine giudiziaria -gettonopoli due- (assolte appena un paio di giorni prima), facendo finta di esserne all’oscuro, organizzano la manifestazione contro la sfiducia”.

“Cmdb ha chiesto anche le dimissioni del presidente dell’Aman Leonardo Termini, indagato per vicende tuttavia estranee al suo mandato. Ci piace ricordare, che le firme raccolte da #DecideMessina (1200) e dal Comitato liberi cittadini (3000) sono state oggetto di critica e quelle online, ritenute nulle dagli stessi sostenitori che oggi, si stanno prodigando a fare lo stesso, hanno già reperito adesioni negli stessi termini, alla manifestazione. Addirittura, continua la raccolta di firme in un Ufficio al Comune per contrastare e far desistere i consiglieri dall’insano proposito di approvare la sfiducia”.

“La sfiducia leggiamo, -un atto democratico e legittimo-, è definito invece da Cmdb, dagli accoliti e quella parte della stampa a sostegno del profeta, certamente -non prostituta- come -un golpe e un grave attentato alla democrazia-. Le indagini giudiziarie sul loro profeta invece, sono ritenute non tali ma bensi’ atti dovuti”.

Esternazioni al limite del ridicolo e che strappano un sorriso all’ex assessore Eller , il quale dice: “siamo in Italia non in Bolivia e lascia intendere che o ci si allinea al pensiero che lui stesso definisce barricadero, alle idee estremistiche e alla chiusura che non promette nulla di buono, oppure ci si dimette”.

“Vainicher, condanna anche la presenza della Giunta e del sindaco in piazza a difesa delle poltrone e poi appunto si dimette, sfrattato con i vigili urbani dalla sua stanza ma rimane in città perchè ha visto che Messina non è la città mafiosa e scredidata da Accorinti ed ha sentito la solidarietà e l’affetto di tanti messinesi, grati per il suo lavoro. Lo stesso hanno fatto gli ex consiglieri Nina Lo Presti e Gino Sturniolo, prima passati al gruppo misto e poi dimissionari. Gli altri ex alleati che hanno saluto Accorinti, li abbiamo elencati, compreso lo storico amico Antonio Mazzeo. Chi non ha letto le sue denunce pubbliche sul business dei migranti e sulle condizioni vergognose di quella che si definisce accoglienza ?”.

“La città è dalla campagna elettorale divisa in due fazioni contrapposte come tra ghibellini e guelfi, un clima polemico, irrispettoso per le idee di chi la pensa diversamente e affatto democratico, di divisione e odio, alla faccia della collaborazione e al progetto di condivisione di Accorinti che intendeva fare di ogni cittadino -un assessore e un sindaco-. La sua porta, è ormai chiusa da tempo e la strada e le piazze dimenticate, soprattutto quelle dei rioni periferici e oggi degradati oltre ogni immaginazione che pure gli aveva dato voti e concesso la fiducia. Se non fai parte del cerchio magico, sei fuori e vieni bollato come disonesto”.

“Vige l’amicopoli e la parentopoli e non c’è una nomina, che non sia stata data ad amici e agli aderenti dei movimenti vicini ad Accorinti e non vediamo l’utilità di nominare managers di altre città a cui pagare le onerose trasferte a spese dei contribuenti, disdegnando i professionisti locali (vedi i risultati non eccellenti di Ciacci, Rossi e adesso di Foti). Non tema il consigliere Angelo Burrascano del Megafono, di farne un martire non votando la sfiducia poichè i veri martiri sono i cittadini. A conferma di quanto ci sentiamo di assesserire, la prova è che soltanto il suo Movimento di Cmdb, 600 tra amici e parenti del sindaco e dell’amministrazione, più quelli venuti da fuori (molfettesi, palermitani e calabresi) sono scesi in piazza a riconfermare la fiducia al profeta tibetano contro i tremila in piazza che ne chiedevano le dimissioni ai tempi della tares, ma sono stati ignorati”.

Il lungo scritto termina, sottolineando: “gli altri messinesi sono rimasti a casa ad aspettare che venga loro restituita la parola per eleggere un nuovo sindaco. A lui andrà il compito non facile, di risollevare la città, di unire e non di dividere, di restituire la fiducia nella politica e suscitare interesse per stimolare la partecipazione attiva in coloro che non sperano più in nulla. Nina Lo Presti, disse -Accorinti ha infranto un sogno in cui si crede ogni 20 anni-, noi per la verità, in quel sogno non ci abbiamo mai creduto. Chi mantiene in vita questa amministrazione, si prenderà la responsabilità delle sofferenze dei cittadini ma anche del loro giudizio in cabina elettorale, quando finalmente, si tornerà alle urne. Ci appelliamo al senso di responsabilità, sperando che la sindrome dell’attak alla poltrona che ha colpito Accorinti, non mieta altre vittime”.

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