Carlo Cantali: ” Per farla breve, 23 voti su 40 equivalgono comunque a una sfiducia da parte della città”

SULLA MOZIONE AVVERSO IL SINDACO DI MESSINA RENATO ACCORINTI

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Il consigliere comunale di Messina Carlo Cantali, in una dichiarazione sul proprio profilo facebook, afferma: “per farla breve 23 voti su 40 equivalgono comunque a una sfiducia da parte della città, se come dichiarato ieri nel suo discorso le istituzioni sono sacre, per rispetto delle stesse Accorinti dovrebbe dimettersi. Per mia natura non rispondo alle provocazioni, ma non posso sottrarmi a fare delle considerazioni post voto di sfiducia al sindaco Accorinti”.

“Premesso che il Consiglio Comunale è composto da 40 soggetti di diversa estrazione culturale, sociale e politica, che ieri si sono pronunciati secondo coscienza facendo prevalere le proprie idee sul voto, che vanno comunque rispettate. Anche se il mio grande senso civico impone a chi viene eletto democraticamente di aver diritto ad espletare il proprio mandato fino al termine, con tanta difficoltà e solo ed esclusivamente nell’interesse della città, seppur con un quadro politico desolante, ho maturato la scelta di voler interrompere questa esperienza amministrativa per diverse ragioni di carattere politico amministrativo”.

Cantali, conclude: “oggi è necessario che la città di Messina affinché abbia un futuro di crescita sostenibile, venga amministrata da soggetti che mirino a una visione di sviluppo economico che non può essere disattesa, che prevede scelte coraggiose e innovative oggettivamente incompatibili con gli ideali miopi di questo sindaco e della sua Giunta. Negli ultimi mesi le dinamiche d’aula si sono complicate notevolmente e gli animi dei soggetti politici che vivono il palazzo si sono inaspriti al punto da non poter più consentire un lavoro sereno. Prevedo un duro fine mandato”.

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