Un tunnel senza uscita: le vite, di migliaia di innocenti

QUELLE DEI MINORI TOLTI ALLE FAMIGLIE D'ORIGINE CON MOTIVAZIONI ABNORMI

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Il miglior interesse dei bambini, è stare con dei genitori amorevoli. I ripetuti casi degli allontanamenti facili stanno lanciando un segnale forte che non può essere ignorato dall’autorità o reinterpretato per futili motivi.

Anche il cambiamento più piccolo potrebbe migliorare moltissimo le vite di così tanti bambini. Può l’autorità italiana inoltre chiarire, come intende evitare la violazione della legge e la promozione di opinioni faziose che vieta specificamente Unione Europea?

Considerando il caso, della signora Anna Maria Scauri, possiamo dire che: “ella si scandalizza del funzionamento dei sevizi sociali, in particolare delle accuse infondate, ingiuste e arbitrarie”.

D’altro canto, queste interpretazioni faziose e parziali dei servizi sociali, purtroppo, sono l’argomento preferito di molti tribunali italiani per smembrare le famiglie. Quindi, per futili motivi poi ci si ritrova totalmente dipendenti dalle opinioni pregiudizievoli, in un tunnel senza uscita.

Dobbiamo tentare, di proteggere le nostre famiglie ed i nostri figli da interventi distruttivi da parte dei servizi sociali. Chi affronta questi fenomeni cerca sempre di proteggere i propri figli. Errori giudiziari potrebbero causare gravi danni alla salute.

La violenza di genere, provoca seri danni alla salute psicofisica dei bambini e dei genitori. La situazione dell’allontanamento di suo figlio, dopo tre anni e mezzo, ha causato sofferenze e angoscia enormi alla signora Anna che, alla fine, è diventata una precarietà del suo stato fisico.

L’obiettivo: non solo, quello di garantire un risarcimento congruo ed efficace per i danni subiti dalle famiglie a causa degli abusi dei servizi, ma piuttosto prevenire i rischi dell’arbitrarietà.

La signora, continua raccontando: “io vedo mio figlio ancora adesso 3 ore al mese come le detenute in carcere. Tuttavia, previa autorizzazione dell’autorità competente, gli assistenti sociali e gli psicologi possono utilizzare valutazioni che non sono state richieste”.

“Anche la qualità delle valutazioni stesse, è discutibile. Quelle attuali e le relazioni dei servizi poi, sono risultate largamente inadeguate. Nel giudizio devono trovar posto gli interessi di tutti i soggetti coinvolti. L’obiettivo principale è promuovere gli interessi dei minori. Per fare veramente a favore dei minori in simili casi occorrono norme di legge”.

I genitori ritengono di principale importanza, l’istituzione di un sistema di protezione dei minori che non assecondi la corruzione e che abbia al suo centro esclusivamente gli interessi dei bambini. Tuttavia, la maggior parte dei paesi ha adottato leggi e politiche volte a salvaguardare il benessere e la serenità dei bambini.

Oltre a considerare fondamentali i diritti dei fanciulli, si richiede il rispetto e la protezione anche dei diritti delle famiglie di origine. Il primo passo è un piccolo attacco contro gli abusi dei servizi sociale e le case-famiglia.

È quindi opportuno formulare una posizione che salvaguardi insieme i diritti dei bambini e dei genitori. Se non vogliamo retrocedere, insieme al nostro accordo di salvaguardia, e restare in posizione subordinata rispetto alla logica del business sui minori, abbiamo bisogno di uno strumento giuridico efficace.

Inoltre, specifichiamo ancora in questa riflessione, che è giunto il momento di lavorare insieme per far promuovere: libertà, democrazia, rispetto per i diritti umani in processi sociali che governino un vivere civile in Italia. Moltissimi genitori sono stati repressi da parte dei servizi per aver invocato maggiore democrazia e denunciato talune azioni da parte delle autorità.

É fondamentale garantire il pieno rispetto della vita privata e la protezione dei bambini e della famiglia stessa.

Nella conclusione del suo discorso la signora Anna dice: “Le sarei grata se potesse pubblicare la storia sui giornali, in modo che ci sia informazione su queste cose e le persone vedano meglio, che cosa le aspetta ad aver da fare con i servizi sociali, pur magari non avendo problemi tali da supporre che gli portino via i figli.”

Esistono validi presupposti per mettere in dubbio la compatibilità del comportamento delle autorità italiane con la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, in particolare l’articolo 8 riguardante il diritto al rispetto della vita privata e familiare.

L’Unione europea ha confermato il suo impegno di proteggere le persone più vulnerabili. Forse alle autorità italiane viene inculcata l’idea di proteggere le nostre famiglie. Inoltre, la trasparenza nel settore minorile senza dubbio svolge un ruolo importante nella lotta all’arbitrarietà, ma la tutela deve essere garantita nel rispetto della vita privata e della famiglia italiana.

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