Torino: Il minore Alessandro Digiorgio, è al centro dello scandalo

E' NEGATA L'ASSISTENZA DENTISTICA IMMEDIATA

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La situazione attuale di diritto lascia molto a desiderare, in particolar modo il sistema giudiziario. Alessandro e la sua mamma sono le vittime di questo sistema crudele. Si tratta di una lotta fra civiltà e barbarie. Purtroppo la situazione continua ad aggravarsi a Torino e occorrono altri aiuti da parte degli attivisti.

L’assistenza dentistica immediata è stata negata a Torino. Il bambino Alessandro non è ancora stato curato. Ha il dente rotto dal Natale del 2016. Ci vorrebbe un intervento al più presto possibile, per evitare la difficoltà psicologica e fisica del bambino a causa della rottura del dente definitivo. Il rinvio delle cure conferma il mancato intempestivo intervento con un trattamento occorrente del minore, ritenuto necessario in virtù dell’elevatissimo rischio che il bimbo potesse rimanere senza.

È dettato dalla legge, che se la comunità L’Altalena (e il servizio sociale della Circoscrizione 5 di Torino) non è in grado di prendersi cura del minore questa deve piuttosto rifiutare l’incarico dell’affidamento temporaneo del minore piuttosto che svolgerlo non in perfetta professionalità. In data 23 maggio 2016 il minore Alessandro è stato allontanato dalla famiglia ingiustamente. Durante il processo del divorzio la psicologa ha deciso, senza alcun contradditorio di richiedere al giudice un inserimento in comunità del minore “al fine di poter approfondire tutti gli aspetti dubbi in una condizione di non influenza familiare”.

Non è motivo sufficiente per allontanare incautamente il bambino da casa. La misura adottata in corso di causa pare, peraltro, alquanto eccessiva rispetto alla situazione. Non sono emersi elementi di pregiudizio grave per il minore da parte dei genitori durante la perizia. Tuttavia, non lasciano uscire il minore dalla comunità e proteggono il padre violento e condannato. Il minore rischia di stare in comunità fino al giugno 2017.

Inoltre, la madre di Alessandro ha spedito la richiesta al servizio sociale di portare il figlio dal dentista per le cure urgenti. Non è stata ancora riscontrata, un’altra richiesta  quella di organizare gli incontri tra il minore e i nonni materni. Il servizio sociale non è riuscito di organizzare gli incontri nonni – bambino dal giugno 2016. Vi è da tutelare, il diritto del minore di intrattenere rapporti significativi con i nonni. È dal momento dell’allontamento del minore in comunità che i nonni materni non hanno più avuto alcuna possibilità di vedere il nipote, tranne in unica occasione, quando l’incontro fra l’altro è stato dichiarato e valutato come assolutamente positivo.

Inoltre il calendario delle visite fra la madre ed il minore non prevede alcun incontro con i nonni materni, malgrado questo sia stato richiesto agli assistenti sociali, gli stessi hanno ritenuto di nulla disporre al momento, tutto in palese violazione di legge e ciò nonostante il provvedimento del giudice del 07/06/2016 disponesse l’incontro di A. DG. con la nonna materna. L’assistente sociale ha lasciato il caso, avendo paura riguardo le proprie violazioni. Dovrebbe essere nominato un nuovo professionista, che in realtà sarà il quinto.

L’affidamento dei minori, non è un “premio” e non deve essere un modo di guadagnare per il servizio sociale, ma una responsabilità. I servizi rischiano una denuncia per il reato di cui all’articolo 591 del codice penale. È un delitto contro la vita e contro incolumità individuale, ed è come l’omissione di soccorso un delitto di omessa solidarietà. Gli obblighi solidaristici imposti dal sistema penale prima, e dalla Costituzione poi articolo 2, riguardano quel minimo di solidarietà richiesta ai soggetti che, all’interno di una qualsiasi società civile organizzata, viene imposta ai consociati. Tale norma impone il divieto di abbandono di determinati soggetti che versano in particolari condizioni, da parte di chi è gravato dall’obbligo di garanzia verso gli stessi.

Oggi la tutela è collegata ai concetti di “cura della persona” e “qualità di vita del minore”. Fondante, in questa prospettiva, appare il richiamo all’articolo 30 della Costituzione Italiana. Alessandro ha sempre manifestato, oltre alla volontà di stare con la madre, il desiderio di un incontro precipuo il giorno del suo compleanno e di quello della mamma. Il minore in presenza delle educatrici pare abbia manifestato forti sentimenti verso la madre, accarezzandola e manifestando tutto il suo affetto.

Il fanciullo, in quanto persona umana titolare di diritti propri deve poter adottare le decisioni che ritiene per sé più opportune. Il vice presidente dell’Associazione OLAFA il signor Marco Viventi è preoccupato dall’approccio scelto per detto settore minorile al Comune di Torino.

Il rappresentante del sodalizio associativo, ha dichiarato: “Desidero fare molte puntualizzazioni riguardanti il fenomeno “sottrazione dall’affetto genitoriale”. Vigilerò affinché si ponga rimedio a tale situazione. Ho lottato e lotto tuttora instancabilmente per difendere gli interessi dei bambini e delle madri”. Il legale della madre di Alessandro ha pronunciato che “…potrò utilizzare ogni arma per ed a favore della propria assistita”.

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