Fiumedinisi: continua il processo, all’ex sindaco De Luca

PRESSO IL TRIBUNALE DI MESSINA

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L’attuale sindaco di Santa Teresa di Riva Cateno De Luca (già primo cittadino di Fiumendisi), ieri è stato presente come da sempre fa e d’altronde aveva annunciato, al processo che si sta celebrando a Palazzo Piacentini, vertente su presunti abusi che la pubblica accusa pensa lui abbia commesso nelle funzioni espletate nella sua cittadina natale.

In una nota, scrive: “non possiamo cercar farfalle sotto l’arco di Tito..! Così ha esordito oggi (ieri per chi legge), l’avvocato Salvatore Sorbello difensore d’ufficio dell’imputato De Luca essendo stato considerato un ibrido processuale dal collegio giudicante. Cioè, difensore d’ufficio e sostituto della difesa dell’imputato De Luca ma non delegato, da nessuna delle parti processuali”.

“Alchimie processuali, per coprire il pervicace odierno tentavo di emettere una sentenza senza aspettare l’esito della Suprema Corte di Cassazione in merito all’ammissibilità o meno dell’Istanza di rimessione presentata il 30 gennaio 2017 perché il Tribunale di Messina ormai si è appalesato, non idoneo ad emettere l’ultima sentenza su Cateno De Luca”.

In conclusione, si specifica nello scritto: “dopo oltre otto ore di scontro dibattimentale… se ne riparlerà alla prossima udienza fissata per il 9 marzo 2017, salvo che la Cassazione non intervenga nel frattempo per stoppare questo stillicidio giudiziario. Oggi l’avvocato Mannuccia (Giulia), ha tenuto banco con il collegio con oltre tre ore di arringa quale sintesi di più di cinque anni di processo ed inconsistenti accuse. ANDIAMO AVANTI SENZA SE E SENZA MA”.

Questo quanto accaduto ieri, non bisogna dimenticare, che si tratta di un procedimento giudiziario nato male dal momento che la Cassazione dopo l’arresto di De Luca avvenuto nel mese di giugno del 2011, si pronunciò evidenziando che per tale misura non se ne ravvisavano i presupposti. Fra le accuse (smontate dall’imputato con la presentazione di una corposa denuncia presentata a dicembre al Tribunale di Reggio Calabria), quella di abuso d’ufficio e concussione.

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