Roma: l’onorevole Angelo Attaguile di NCS, presenta una interrogazione parlamentare

RIVOLTA AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

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On. Attaguile

L’onorevole Angelo Attaguile, coordinatore di Noi con Salvini, ha presentato una interrogazione a risposta scritta, nei riguardi del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, in essa il deputato nazionale scrive: “Premesso che, il carcere di -Arghillà- a Reggio Calabria fu inaugurato nel luglio 2013, dopo lavori interminabili ed ancora oggi in alcune sue parti da completare, fu indicato come la possibile casa circondariale modello della Calabria per il recupero dei detenuti definiti di -media sicurezza-, per come era stato ideato e pensato”.

“A soli 3 anni e mezzo
dall’apertura, le problematiche, le carenze e i disservizi causati dall’inadeguatezza strutturale e dal numero esiguo del personale penitenziario nonché dall’aumento progressivo delle presenze dei detenuti – oggi ve ne sono 324 dai 160 iniziali, di cui quasi un terzo definiti di -alta sicurezza-, cioè -pericolosi-, che sono ospiti al terzo piano della struttura, sono venuti tutti a galla”.

“A determinare ciò sarà stata forse la premura a voler avviare una struttura che rischiava di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto assieme alla sottovalutazione dei rischi e dei problemi che quest’area geografica purtroppo offre sotto l’aspetto della delinquenza organizzata e di quella comune”.

“Non sono servite a nulla, durante questi anni, le numerose segnalazioni, sia da parte del mondo sindacale che anche da chi ricopre un ruolo di responsabilità nel gestire l’Arghillà, volte a sensibilizzare il Ministero a pianificare nel modo migliore la funzionalità di questo carcere”.

“Tale comportamento da parte di questo Ministero mette in pericolo anche la stessa salvaguardia e sicurezza degli agenti di polizia penitenziaria che operano in queste condizioni, oltre a tutti i rischi esterni ed interni che possono verificarsi”.

“Inoltre, su invito del responsabile interregionale Sicilia-Calabria del sindacato della polizia penitenziaria Cosip Luigi Barbera, il primo firmatario del presente atto ha visitato a fine gennaio 2017 la struttura per rendersi conto delle problematiche in cui versa, ed è impensabile che una casa circondariale venga gestita in questo modo”.

Vi è da fare solo una lode particolare a tutto il personale che, con spirito di abnegazione, attaccamento alla divisa che indossa e responsabilità, riesce ancora oggi a farlo funzionare”.

“Sia dalla direttrice del carcere, dottoressa Longo, che dagli stessi agenti e dal responsabile del Cosip il primo firmatario del presente atto si è fatto indicare le problematiche gestionali, facendosi altresì consegnare una copiosa documentazione sulla situazione reale”.

“Purtroppo, non ci sono parole per definire in modo appropriato tutte le problematiche in cui versa -Arghillà-“.

“Dopo la visita del carcere per constatare le condizioni della struttura – in alcuni casi fatiscente e inadeguata a ospitare gli agenti penitenziari – il primo firmatario del presente atto si è reso conto dei problemi gestionali nascenti dalla carenza dell’organico, che, oltre ad essere sottodimensionato, è costituito da diversi agenti che sono distaccati da altri istituti di pena con il rinnovo di tre mesi in tre mesi o semestrale, chiaramente con ripercussioni e disagi anche sulla loro vita familiare, oltre che sotto l’aspetto economico”.

Per concludere, Attaguile evidenzia: “tutto quanto sottolineato, per sapere se il ministro sia a conoscenza dei fatti sopra riferiti e se intenda promuovere una ispezione ministeriale immediata al fine di programmare e risolvere, nel brevissimo periodo, i gravi problemi strutturali e gestionali sopra evidenziati e verificare le responsabilità di tale stato dei fatti”.

“Se non intenda valutare, in via emergenziale, l’invio immediato di non meno di 30/40 agenti di polizia penitenziaria attraverso un interpello al fine di coprire le gravi carenze organiche sopra riferite”.

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