Secondo i Centristi per la Sicilia, al Comune di Messina ha fallito il metodo Accorinti

LA SFIDUCIA ERA SUI FATTI NON UNA VUOTA QUESTIONE POLITICA

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Per i Centristi per la Sicilia (la componente ex uddiccina che fa riferimento all’onorevole Gianpiero D’Alia), al Comune di Messina ha fallito il metodo Accorinti.

In un comunicato stampa i consiglieri comunali Mario Rizzo (capogruppo), Andrea Consolo, Libero Gioveni, Franco Mondello e Mariella Perrone, sottolineano: “il convegno della Cisl ha evidenziato elementi critici da tempo notati da noi. La sfiducia era sui fatti, non una vuota questione politica”.

“Al di là delle conclusioni di natura -agonistica-, impropriamente legate al dopo-mozione di sfiducia, in riferimento ai cosiddetti vincitori e sconfitti legati al risultato della votazione, il gruppo consiliare dei Centristi per la Sicilia ritiene che non sia stato particolarmente evidenziato ed approfondito l’aspetto più importante del contenuto dello stesso documento”.

“Il riferimento è a quello stesso tema della mozione che, coincidenza vuole, è alla base di quanto evidenziato nel recentissimo congresso provinciale della Cisl di Messina, in cui sono emersi i dati che confermano il fatto che la nostra città vive una crisi senza precedenti. Quasi un messinese su due è a rischio povertà, con più della metà della popolazione che, tra l’altro, ha superato i 65 anni”.

“Tutto ciò, deriva semplicemente da un inattuato concreto programma di investimenti di sviluppo nella nostra città. I Centristi per la Sicilia di Messina, lo hanno detto e ridetto molte volte, rappresentando il motivo trainante della sfiducia posta a questo sindaco ed alla sua azione politica. I dati comunicati dalla Cisl confermano che il metodo amministrativo e politico visto negli ultimi anni per la nostra città non ha funzionato”.

“Non basta concludere, burocraticamente, procedure documentali nate parecchi anni fa. In questo ultimo periodo, invece di pensare e concentrarsi su aspetti teorici che nessun vantaggio hanno portato ai nostri cittadini, occorreva dare concretezza ad iniziative per favorire investimenti extra comunali e privati con lo scopo, non solo di valorizzare i nostri territori compresi quelli -ex provinciali-, oggi metropolitani, ma soprattutto di incrementare l’offerta occupazionale locale”.

“Confermata, quindi, la validità della nostra motivazione di sfiducia ad Accorinti anche dalle parole del segretario provinciale della Cisl, Giuseppe Famiano, il quale manifesta la necessità di una maggiore presa di coscienza degli enti locali in termini di programmazione dello sviluppo del territorio urbano”.

“Inoltre, andava proposto dall’amministrazione comunale anche un programma straordinario fatto di accordi istituzionali con Regione e Stato per la proposizione di atti e norme specifiche di natura defiscalizzante per i potenziali imprenditori, realizzato proprio per attrarre investimenti da destinare a progetti di sviluppo turistico e commerciale nelle moltissime aree abbandonate, ed ormai anonime, ubicate nel nostro territorio urbano, ovvero le aree ex Fiera, ex Sanderson, Zir, zona falcata, ed il lungo litorale che, con i suoi 60 chilometri di estensione, rappresenta, in molti punti, un’opportunità straordinaria”.

Il documento infine, termina così: “ma ciò non è stato fatto. Il conseguenziale e profondo rammarico che accomuna i sottoscritti consiglieri alla stragrande maggioranza dei cittadini messinesi è fondato sulla consapevolezza che si sono persi ulteriori opportunità legate ad un periodo, quello relativo a questo mandato amministrativo, che si era proposto come quello del cambiamento e che, invece, si è dimostrato impercettibile e complice di un peggioramento sociale ed economico, così come testimoniato dai dati della Cisl”.

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