Affido condiviso: dopo dieci anni, una falsa applicazione della Legge 54/2006

IL TRIBUNALE DI BRINDISI EMANA LINEE GUIDA ALL'AVANGUARDIA

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A poco piu’ di dieci anni, dall’entrata in vigore della Legge sull’affido condiviso, i msggiori esperti di diritto di famiglia sono concordi nell’affermare, che la stessa non e’ stata applicata, penalizzando i padri.

Senza per questo, voler creare fortini o riserve indiane, assegnando il ruolo di vittime… predestinate agli esponenti del presunto sesso forte, non sarebbe male fare chiarezza, ci ha pensato in questo senso il Tribunale di Brindisi adottando delle Linee guida innovative.

Lo scorso 4 marzo, grazie alla sensibilita’ dimostrata dalla presidente della Sezione civile del Tribunale pugliese, la dottoressa Fausta Palazzo, in collaborazione con l’Associazione “Crescere Insieme”, sono state varate nuove disposizioni interne di alto spessore scientifico, per disciplinare questa controversa materia.

Nell’importante documento, si esprimono palesi critiche all’indirizzo del consolidato sistema del “falso condiviso”, fatte salve situazioni configurabili come eccezioni caratterizzate da particolarita’ (impegni lavorativi dei genitori o allattamento).

Si sono cosi introdotti principi, che hanno scompaginato i precedenti meccanismi basati sulla logica della collocazione prevalente. Spesso, tale prassi si traduceva in una abusante regola non scritta, tendente a favorire sempre e solo un genitore, per ben oltre il 90% dei casi, la madre.

Le nuove misure, mirano a favorire una piena condivisione dei ruoli da parte di entrambi i genitori, nella crescita dei figli, permettendo in tal modo di avere stabilita’ e continuita’ affettiva nella vita di ogni giorno, per i minori.

Nelle linee guida, si riportano al centro dell’azione legale del distretto giudiziario brindisino, quei fatti che con una certa abitudine prassica sono stati abrogati, ovvero tempi paritetici, il mantenimento diretto, riferito ai capitoli di spesa, subordinando il diritto all’assegno, unicamente in via perequativa.

Ed inoltre: incentivare, l’uso fra le parti della mediazione familiare, favorire l’ascolto del minore, residenza della prole presso madre e padre, senza una univoca domiciliazione.

Giova ricordare, che la Legge attuale, prevede come un diritto indisponibile del figlio la presenza di ambedue le figure genitoriali. Un plauso, va fatto, a questa importante iniziativa, che si collica sulla strada intrapresa nel 2006.

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