S.G. Gerini (Roma): “Sono nata Sara Giada, ma per famiglia e amici sono semplicemente Sara”

LA TESTIMONIANZA DI UNA RAGAZZA SORDA IN UNA TOCCANTE LETTERA

0
364

In una toccante lettera S.G.Gerini, scrive di se: “sono nata Sara Giada ma per famiglia e amici sono semplicemente Sara. Nata sorda, a causa di una rosolia materna con ipoacusia bilaterale neurosensoriale grave, ho imparato a parlare a 5 anni, piuttosto tardi rispetto agli altri bambini udenti… ma ognuno di noi ha i suoi tempi. Circondata da una famiglia numerosa e rumorosa, ho vissuto la mia infanzia leggendo le labbra, leggendo le persone, i gesti, gli occhi, i sorrisi. Era un mondo, pieno di immagini e senza suoni… un mondo infantile che non mi ha fatto mancare nulla”.

“La passione per lo sport, mi ha permesso di interagire senza problemi con tutti i bambini. Mi rendeva felice avere un pallone in mano, imparavo in fretta, giocavo a calcio, pallavolo, basket… insomma lo sport era la musica che non potevo sentire. L’adrenalina ti prendeva e ti faceva dimenticare che eri sorda. Si, ero piuttosto brava con lo sport. La passione sportiva per me era vita, condivisione, sacrificio, lavoravo per avere un ruolo importante in campo”.

Sono cresciuta con dei valori importanti che mi hanno insegnato i miei: “il sacrificio, la tenacia e l’amore, rinunciavo alle volte ai piccoli piaceri della vita per fare un pò di logopedia con mia madre. Tanta sofferenza per imparare a pronunciare le lettere, le frasi… allora non esistevano specialisti in zona, mia madre con 5 figli insegnava alle scuole superiori e spesso dava priorità alle mie esigenze. Mia madre, ha rinunciato a molte cose per vedermi crescere serenamente soprattutto insegnandomi a distinguere tra il bene e il male della vita e del mondo. Avevo quasi 17 anni quando ho lasciato il mio paese, la mia famiglia, i miei amici, la mia squadra di bambina per scoprire il mondo”.

“Avevo azzerato tutti i miei punti di riferimento, sono stata male per la separazione ma dovevo farlo per me stessa. Sfidare il mondo e me stessa per scoprire quali limiti potevo superare. Per vincere bisogna farle le battaglie, diversamente il rimpianto per non averci neanche provato. Sono passati quasi 20 anni da quando ho scelto questo percorso di vita, anni di sofferenza solitaria, subendo ogni giorno una discriminazione diversa ma questo non ha schiacciato la mia identità anzi… la fortificava… ma ci sono stati anche anni migliori. A volte sono severa nei miei confronti, altre troppo sincera con gli altri, spesso fraintesa da molti per il mio carattere tosto. Spesso mi metto in discussione con me stessa. Forse sono cresciuta troppo in fretta, forse le troppe sofferenze mi hanno portato ad essere troppo riflessiva ed emotiva”.

“Lo sport mi ha aiutato a riequilibrare la mia identità, anche il confronto con altre persone della mia stessa condizione mi ha permesso di definire meglio l’identità di persona sorda. La campagna è diventata ormai parte della mia vita, chi mi conosce sà bene che lavoro come una matta. Ci metto anima e corpo e spesso le mie azioni vengono fraintese e lette come gesto egoistico per ottenere immagine. Se non l’avessi lanciata io la campagna… tutto questo non sarebbe successo. Tutto è iniziato per gioco ma mai avrei pensato di poter smuovere mezzo mondo”.

Giada, conclude: “sono felice di essere riuscita a mandare un messaggio semplice ed incisivo. Rendere il nostro un paese civile e solidale, il mio desiderio era questo… anche se ci sarà da lavorare tanto ma sono fiduciosa. Solo noi possiamo cambiare il mondo… usando le occasioni e trasformando i nostri svantaggi in opportunità. Io chiedo sottotitoli ovunque… gli altoparlanti e comunicazione vocale ci sono per chi sente… ma aggiungiamo la comunicazione visiva per chi non sente. W la passione… #musica #adrenalina #passione #FacciamociSentire”.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO