L’ARCHIVIAZIONE DI DATI È UNO DEI SETTORI PIÙ DINAMICI NEL MONDO DELLA TECNOLOGIA, PERCHÉ LA RICHIESTA DA PARTE DEGLI UTENTI È IN CONTINUO AUMENTO, COSÌ COME LE OFFERTE DA PARTE DELLE AZIENDE PRODUTTRICI. L’OBIETTIVO È PERÒ GARANTIRE PIÙ SICUREZZA CONTRO EVENTUALI GUASTI E PERDITE DI FILE, IL PERICOLO NUMERO UNO IN QUESTO COMPARTO.

Non solo cloud: l’archiviazione di file, video, documenti e foto è una pratica che ripetiamo in quasi ogni istante della nostra quotidianità, sia nel privato che sul posto di lavoro, e la Rete non sempre è l’opzione migliore per salvare i dati. Anzi, il rapido aumento della quantità di contenuti da acquisire ha portato a un nuovo sviluppo di device e supporti, perché gli utenti richiedono strumenti e metodi sempre più semplici e veloci per gestire tutti i contenuti.

Semplificare le operazioni. Lo testimonia anche l’ultima analisi della Sandisk, una delle principali aziende del comparto hitech: la maggior parte degli user americani di smartphone, ovvero l’82%, ritiene molto importante il trasferimento di file, e più di due persone su tre vorrebbero avere a disposizione metodi nuovi e semplici per effettuare questa operazione.

Ridurre i problemi. Ovviamente le maggiori multinazionali di settore non sono insensibili a questo argomento, ma si stanno al contrario concentrando sulla realizzazione di soluzioni di archiviazione in grado di semplificare la procedura di trasferimento, garantendo allo stesso tempo la riduzione di eventuali errori e problemi che si possono incontrare di routine. Anche i prodotti migliori, infatti, sono soggetti a “fallimento”, e per questo bisogna sempre ricordarsi di seguire alcuni consigli pratici. 

Consigli pratici. Il primo suggerimento base è di eseguire ciclicamente dei back up di tutti i dati principali su supporti di memoria differenti e magari portatili, così da poter poi eventualmente ripristinare l’archivio anche su altre macchine. Occhio poi alla sicurezza delle memorie connesse al Web, perché i cyber criminali sono sempre più minacciosi su questo fronte, come rivelano le statistiche sulle incidenze crescenti di attacchi come ransomware e virus. 

L’ancora di salvezza. Per fortuna, è bene sapere che anche nei casi peggiori c’è una soluzione, per quanto estrema: quando l’hard disk sembra compromesso o del tutto non funzionante, ma c’è necessità di recuperare dei file archiviati, ci si può rivolgere ai servizi professionali offerti dalle agenzie del settore, come Recovery File, che grazie a interventi tecnici garantiscono il recupero dati con camera bianca, ovvero un ambiente sterile e asettico.

Le proposte del mercato. La sicurezza è anche uno dei temi al centro dell’azione delle grandi aziende del settore, che stanno sviluppando sistemi sempre più all’avanguardia per rispondere alle esigenze degli utenti. L’ultimi esempio arriva dalla Seagate, che di recente ha presentato un hard disk a elio di seconda generazione, destinata principalmente ad un uso in ambito professionale.

Gli hard disk a elio. Questo supporto è dotato di una unità magnetomeccanica da ben 12 TB di capienza, e utilizza tecniche per la riduzione degli errori e l’attenuazione delle vibrazioni, riuscendo a garantire anche per i consumi energetici più limitati: rispetto ai dispositivi concorrenti, infatti, in questo caso il consumo energetico si attesta tra 7,8 e 9,3 W, a seconda che si utilizzi l’interfaccia SATA o SAS. 

Efficienza tecnica. Scendendo nei dettagli tecnici, gli hard disk Seagate a elio di seconda generazione sono dotati di 16 testine e usano la tecnologia Perpendicular Magnetic Recording (PMR) che consente di ottenere una densità di informazione molto più alta; inoltre, l’impiego dell’elio (che ha una densità sette volte inferiore rispetto all’aria) permette di realizzare dischi rigidi che contengono in modo più efficiente gli attriti all’interno e, soprattutto, di usare piatti più sottili.

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