Messina: per Nomisma vi è una ripresa del mercato delle compravendite immobiliari, pur persistendo segni di debolezza

E' QUANTO EMERGE DAL 1° OSSERVATORIO RELATIVO ALL'ANNO 2017

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Nomisma, una società indipendente che realizza attività di ricerca e consulenza economica per imprese, associazioni e pubbliche amministrazioni, a livello nazionale e internazionale, ha diffuso i dati relativi all’Osservatorio sullo scambio nel settore degli immobili per l’anno 2017, in città.

La società, in una nota afferma: “Il mercato immobiliare di Messina mostra ancora segni di debolezza, nonostante si confermino alcuni segnali positivi, come la ripresa delle compravendite e l’attenuazione dell’effetto repricing, che però non risultano sufficienti per produrre cambiamenti strutturali. In particolare, nel 2017 le variabili più dinamiche risultano l’intensità della domanda e la dinamicità delle compravendite, mentre le altre variabili quali la variazione dei prezzi, i tempi di vendita e lo sconto non si discostano in modo rilevante dai valori minimi”.

“Per il mercato delle abitazioni i dati a consuntivo 2016 confermano un significativo incremento dell’attività transattiva (+21,6%), seppur ancora non sufficiente a sostenere una piena ripresa dei valori relativi agli scambi. Il processo di assestamento dei prezzi registra un calo del -0,5% sia per l’usato sia per il nuovo. Complessivamente, dal 2008 le abitazioni messinesi di nuova costruzione hanno perso circa il 17% del loro valore, percentuale che sale al 20% per l’usato. I tempi medi di vendita (7 mesi per il nuovo e 8 per l’usato) rimangono stazionari e distanti dai livelli del 2008. Il mercato della locazione inizia a stabilizzarsi, con una domanda in lieve crescita e un’offerta più contenuta. Ciò si riflette sulla flessione dei canoni (-0,7%), mentre i rendimenti lordi annui rimangono sui valori degli ultimi anni, nell’ordine del 4,8%, senza sostanziali differenze tra centro e periferia”.

Il segmento direzionale continua a scontare gli effetti di una ripresa dell’economia piuttosto incerta: “i dati delle compravendite a consuntivo 2016 evidenziano tali difficoltà, registrando volumi molto esigui (16 transazioni annuali). Continua l’allentamento dell’effetto repricing, con una riduzione dei prezzi di vendita (-1,1%), minore rispetto all’anno precedente (-2,1%); la flessione dei prezzi si riflette sui tempi di vendita che tendono a diminuire lievemente, attestandosi in media attorno ai 10 mesi. Anche i canoni continuano a diminuire (-1,2%), con conseguente ridimensionamento dei tempi di affitto (5,5 mesi). I rendimenti potenziali lordi si mantengono sul 4,4%”.

“Il settore commerciale presenta un andamento simile a quello direzionale, condizionato da una domanda debole e in calo, a fronte di un’offerta che inizia a rallentare. In questo contesto, l’attività transattiva rimane sostanzialmente stabile (contando circa 90 compravendite annue), con un rallentamento del repricing (-0,9%) e la flessione dei prezzi si riflette sui tempi di vendita che tendono a diminuire lievemente, attestandosi in media attorno ai 9,5 mesi. I canoni segnano un’ulteriore flessione (-2,1%), mentre i rendimenti lordi annui si attestano su quota 7,2%”.

Il sodalizio bolognese, termina il proprio documento, sottolineando: “Per il 2017 si conferma un atteggiamento di prudenza da parte degli operatori nel formulare previsioni, soprattutto sul mercato delle compravendite, mentre il segmento della locazione viene percepito più dinamico. Sul fronte degli immobili d’impresa, gli operatori continuano ad essere molto cauti, sia sul versante delle vendite che su quello degli affitti”.

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