In nome della legge e di tutte le vittime di violenza

L'APPELLO DELLA MADRE DI ALESSANDRO DI GIORGIO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

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prove processo

Tuttavia, in data 2 marzo 2017 l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con la sentenza (Talpis v. Italy № 41237/14) su un caso di violenza in famiglia.

Lo Stato italiano, non era in grado di proteggere una donna e un ragazzo dal padre violento. Le donne vittime della violenza domestica e i bambini, hanno spesso bisogno di una protezione speciale a motivo dell’elevato rischio di vittimizzazione secondaria e ripetuta.

La violenza maschile contro le donne, si è trasformata negli ultimi anni in un problema sociale con un riflesso pubblico e criminale, oggetto di intervento immediato da parte dello stato.

La madre di Alessandro Digiorgio, ha fatto l’appello al presidente della Repubblica Italiana e alle Autorità superiori. Il minore e la madre sono le vittime dirette di violenza. L’odierno appello è un’esortazione relativamente forte rivolta alle autorità del paese affinché rispettino i diritti dei loro cittadini.

La colpevole indulgenza verso gli illeciti a Torino, può essere interpretata come un permesso a continuare su questa funesta via.

Il testo dell’appello: “Oggetto- Clausola riguardo ai diritti fondamentali. Illustrissimo Presidente, sono una giornalista e una artista. Mi occupo nel lavoro di giornalista e scrivo per giornali italiani e internazionali. Sono anche vicepresidente dell’Associazione OLAFA -un gruppo internazionale degli attivisti- che occupa dei diritti umani. Ribadisco l’esortazione rivolta al governo italiano affinché avviino indagini”.

“Attraverso la Costituzione e le Convenzioni internazionali ratificate in materia diritti umani, lo Stato garantisce il godimento di diritti e libertà ad ogni cittadino senza alcuna distinzione. Si deve inoltre garantire, la sicurezza nel settore minorile e introdurre e attuare le pertinenti norme internazionali. Io e mio figlio minore Alessandro Digiorgio siamo cittadini senza diritti, senza tutele per maternità e infanzia”.

“In Italia, esiste la legge che protegge le donne come me le vittime di violenza domestica. Nel caso di specie, le autorità giudiziarie proteggono illegalmente il mio ex marito signor Domenico Digiorgio condannato e violento sia verso di me, che anche verso il minore. Il Tribunale di Torino dovrebbe abolire la potestà genitoriale del padre”.

“Invece il Tribunale fa discriminazioni verso di me e favorisce il padre, proponendo l’affido esclusivo a lui in palese violazione delle leggi. Infine, mi stupisce il fatto che le autorità locali tutelano il mio ex marito semplice disoccupato con i precedenti penali solo per i motivi di nazionalità”.

“Sembra che l’Autorità, non abbia paura per il comportamento violento del padre che può mettere in pericolo la vita del bambino. Il signor Digiorgio mi provocò il trauma cronico dell’anca, è avvenuto durante una aggressione anni fa”.

“Dal punto di vista giuridico, però, il procedimento sarebbe stato gestito in maniera diversa se avesse riguardato una semplice cittadina e le circostanze farebbero pensare a una persecuzione politica a causa della mia attività. I fatti, confermano che si tratta di un’aperta persecuzione politica rivolta contro il nostro movimento perché lottiamo contro gli abusi e a favore degli interessi del popolo, soprattutto a favore dei minori e delle famiglie”.

“Una parte della denuncia contro il mio ex marito, non è stata adeguatamente esaminata ed è stata archiviata senza il mio consenso. Nella motivazione, il pubblico ministero ha indicato che le minacce di morte verso i miei confronti da parte del marito sono state poche e rare”.

“La aggressività e violenza del padre vanno premiate dal Tribunale. Io sono una discendente di un’antica famiglia Balashoff, la mia educazione e istruzione danno maggior fastidio ad alcuni pubblici dipendenti. Il Tribunale di Torino tratta me e i miei parenti con disprezzo, cercando di isolare il minore dai parenti materni. Al bambino è vietato il diritto fondamentale alla libertà di religione, il diritto della lingua materna e il diritto del fanciullo a sviluppare la propria identità culturale”.

“A Torino si continua, la brutale repressione e la violazione dei diritti fondamentali nei confronti dei cittadini. Inoltre, è stato affermato che le decisioni del Tribunale non sono sufficientemente motivate e contraddette dai fatti. Sono in possesso di lettere alle autorità del maggio 2015, laddove è confermato il fatto delle minacce da parte del signor Digiorgio che lui riceverà affidamento esclusivo perché, secondo lui, alcuni pubblici dipendenti hanno espresso il desiderio di firmare i documenti a favore del padre”.

“Noto che il livello di offesa personale nei miei confronti, da parte dei pubblici dipendenti e del signor Digiorgio è aumentato con la loro cattiveria e malvagità. Io comunque non ricambierò le offese e gli insulti che ho ricevuti, ma penso che loro sono le persone indegne di stare nelle istituzioni italiane”.

L’Autorità, non evoca affatto le pretese verso di me a proposito della mia capacità genitoriale. L’opinione parziale di una psicologa anziana, non ha nessun valore giuridico. Molti documenti confermano che sono una madre bravissima e che ho sempre svolto il dovere genitoriale. I medici sostengono che io sono in grado di intendere e di volere e non ho nessuna patologia”.

“Pretendo di sapere lo stato di salute mentale di certi giudici, che stabiliscono le sentenze in palese violazione della legge. Innanzi tutto, sarebbe opportuno impedire immediatamente alle autorità torinesi tali pratiche delle palese violazione delle leggi per evitare il discredito dell’Autorità superire e per prevenire gli scandali mondiali”.

“In tali situazioni, prego che mi si possa garantire il diritto ad un processo equo presso la Corte d’Appello di Torino. Chiedo di invitare le Autorità locali ad attuare salvaguardie adeguate per proteggere me e il minore dalle minacce e dai maltrattamenti, assicurando che si applichi la legge”.

“Si richiede, di proteggere ulteriormente i diritti e gli interessi di mio figlio. Voglia gradire i sensi della mia più alta stima…”.

La proposta, è un’esortazione ad allertare l’opinione pubblica di tutto il mondo prima che succedano le tragedie.

La vicepresidente dell’Associazione OLAFA ha aggiunto: “Per anni mi sono impegnata per aiutare le donne vittime della violenza, i bambini sottratti dalle famiglie illegalmente, le persone sottoposte di gravi persecuzioni e violazioni dei diritti umani. Penso a tutte le donne e i bambini vittime di violenza, di maltrattamenti, del traffico, del business sui minori. Le persone vittime di tali abusi, sono invitate a rendere pubblici questi comportamenti illeciti e a denunciare i loro oppressori e inseguitori”.

“Il Tribunale di Torino è divenuto il simbolo della disumanità. L’Autorità, non agisce immediatamente in seguito alle denunce di violenza domestica. Il Tribunale crea una situazione di impunità del mio ex marito e contribuisce al ripetersi di atti di violenza, che alla fine conduce alle tragedie. È inaccettabile che alcuni utilizzino i tribunali per istigare alla xenofobia, alla discriminazione e alla propaganda di business sui minori”.

“Gli attivisti a difesa di questi diritti subiscono spesso discriminazioni, intimidazioni e persino attacchi fisici. Questi terribili eventi dimostrano che la lotta alla discriminazione, alla xenofobia, al business sui minori non deve conoscere tregua”.

“I giornalisti e gli attivisti delle associazioni per i diritti umani, hanno deciso di presentare una petizione sulla chiusura e/o la riformazione totale del Tribunale di Torino”.

“Con la richiesta delle verifiche degli ispettori ministeriali al Tribunale di Torino. Il gruppo, condivide l’appello a migliorare il monitoraggio del Tribunale di Torino per riaggiustare la situazione giuridica descritta”.

“In questo momento il Tribunale di Torino, è esasperato dalle proprie imprudenze e inavvertenze, quindi la sua attività sarebbe più dannosa che utile per la Repubblica. Il popolo italiano, chiede un progresso significativo verso una maggiore trasparenza e una più forte responsabilizzazione delle istituzioni verso i cittadini”.

“Il compito delle Autorità,è trasmettere l’evoluzione del paese verso la democrazia e verso i valori europei. Questo grido di tutte le vittime, le Autorità italiane devono assolutamente prenderlo sul serio per garantire la stabilità e la pace sociale”.

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