Roberto Buffi (Rovereto – Tn): “Punirne una, per educarne cento”

LAVORARE MENO, LAVORARE MEGLIO

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Ecco, alcune considerazioni di Roberto Buffi, un padre trentino che purtroppo (come molti) ha dovuto sperimentare nel proprio vissuto, l’allineamento costante del “sistema famiglia”, nel momento in cui questo da privato, viene dato in pasto (per molteplici ragioni) allo Stato rappresentato dalla magistratura. In tale contesto, vi sono evidenti squilibri fra i vari interessi in gioco e chi li rappresenta, o li detiene, con avvocati spesso complici e/o succubi di scelte prese per convenzione ed in modo aprioristico.

“Punirne una per educarne cento. Lavorare meno lavorare meglio. Che la Sez IX Famiglia del Tribunale di Milano adotti scelte illuminanti e ante litteram in materia di diritto del minore a mantenere rapporti equlibrati e continuativi con i genitori separati, de facto rappresentativi, non lo si scopre certo oggi, con l’ennesima decisone, ancora a firma del dottor Buffone. Che lo faccia per questo motivo piuttosto che per liberarsi da copiosi faldoni, grattacieli di carta impenetrabili dal sole, a noi poco importa”.

Stupisce – ancora – che a tale -insistenza-, non si adegui univocamente il resto della magistratura e delle istituzioni che dei figli di minore età si occupano. Fosse una residuale parte resistente potremmo – quasi – tirare un sospiro di sollievo, ma non mi sembrano ancora i tempi maturi solo per pensarlo. Vedere ancora privilegiare una figura genitoriale e soccombere parte resistente, costretta a recriminare il giusto. il logico, il naturale non ci consente ancora di poter affermare che: “la battaglia volge al termine”.

Per terminare, Buffi evidenzia: “Dobbiamo sviluppare e alimentare maggior massa critica, necessaria all’innalzamento della cultura del rispetto e della tenuta dei legami familiari. Separare chi lotta per la causa, da chi per la causa e la pagnotta. Dobbiamo farlo, continuare a farlo noi genitori, senza -privilegiare- sponsor o vessilli associativi. Dobbiamo farlo oggi”.

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