Barcellona Pozzo di Gotto: sulla morte di Attilio Manca, ecco i pensieri di “mamma” Angela

NON MI ARRENDERO', ANCHE SE COMPRENDO CHE LA VERITA' E' DIFFICILE DA RAGGIUNGERE

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Dopo la sentenza del Tribunale di Viterbo (di qualche giorno fa), con la quale è stata condannata la cinquantenne romana Monica Mileti, per la morte dell’urologo Attilio Manca, è “mamma” Angela a parlare.

E dice: “è notte ed il mio pensiero è rivolto ad Attilio, tradito dai suoi amici più cari, tradito da uno Stato in cui lui credeva, tradito dalla professione che svolgeva con amore e passione. Non riesco a trovare una spiegazione a tanto accanimento, a tanta corruzione. Penso a quante volte in questi anni ho sentito la verità a portata di mano, per poi vederla allontanare. Ricordo quando per la prima volta ho sentito che Pastoia (braccio destro di Provenzano), parló di un urologo che aveva visitato Provenzano nel suo rifugio. Esultai, pensando di essere vicina alla verità”.

“Ma l’indomani Pastoia si è suicidato e nessuno ha cercato l’urologo. In seguito le dichiarazioni della sorella del boss Bisognano, che in una intercettazione telefonica parlava della presenza di Provenzano sul nostro territorio, dicendo che anche le panchine sapevano che lui era qui ed il tutto confermato da una relazione del ROS che parlava della presenza di Provenzano nel Convento di San Antonio di Barcellona. La relazione del ROS è stata insabbiata ed i 5 frati del convento trasferiti in massa. In seguito le dichiarazioni di Setola, di D’Amico, di Campo”.

Angela conclude: “ma niente per la Procura è stato utile ai fine dell’indagine. E intanto ho dovuto assistere impotente a telefonate sparite dai tabulati, alla esibizione di un esame tricologico mai eseguito, ad un’autopsia fatta in modo sciatto e senza la presenza del nostro medico legale (ci era stato detto che Attilio era morto per aneurisma). Penso che è difficile vivere in uno Stato che non protegge i suoi cittadini migliori, in uno Stato che lascia liberi crudeli e spietati assassini per difendere la trattativa che ha fatto con la mafia e, nel caso specifico con Provenzano. Non mi arrenderó, anche se comprendo che la verità è difficile da raggiungere, ma ho la consapevolezza di non essere sola e soprattutto di avere la vicinanza di tanti giovani che in ogni parte d’Italia hanno adottato Attilio, che è diventato un loro fratello”.

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