Edda Giuberti (Firenze): “Combattiamo il sistema giudiziario, che consente gli abusi sui minori”

UNA METODOLOGIA, CHE PORTATA AVANTI CONSENTE GUADAGNI PER: "ASSOCIAZIONI, COOPERATIVE, GIUDICI ED AVVOCATI"

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Edda Giuberti, presidente nazionale della Fondazione: “Tripla difesa onlus”, è una cittadina impegnata contro gli abusi (perpetrati… addirittura in alcuni tribunali italiani).

Edda dice: “vi sono abusi sui minori, su famiglie che si ritrovano da un giorno a un altro a separarsi e ad avere contesi i figli. In una guerra giudiziale, in una stabilità che oggi non c’è più, può benissimo essere che uno dei due genitori (prevalentemente questo avviene nelle donne, però non solo nelle donne avviene anche negli uomini), abbia troppo potere, a rimetterci in questo caso è la prole”.

“Bene, lo Stato, nelle persone del Tribunale, dei giudici onorari, minorili, o comunque negli avvocati (a cui ci si rivolge solitamente per ritrovare una stabilità che in quel momento non c’è più) è protagonista di fatti molti strani che avvengono nei luoghi deputati all’amministrazione della Giustizia”.

La Giuberti, continua e termina: “quì ci guadagnano cooperative, associazioni, avvocati. Più la guerra va avanti, più il guadagno è enorme, questo alla faccia del bambino che non si può tutelare, perchè non si può ribellare. Il primo di aprile a Firenze, ci sarà una “Marcia”, indetta dal CCDU (Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani), rappresentato da Paolo Roat. L’iniziativa, partirà da piazza Santa Maria Novella, fino a piazza della Resistenza, per protestare contro gli abusi psichiatrici compiuti sui minori, con l’avallo del sistema giudiziario e medico vigente”.

Queste dichiarazioni, Edda le ha rilasciate a margine di un Convegno svoltosi il 25 marzo (a Firenze) alla presenza di Vittorio Adelfi, presidente dell’Associazione “I nobili della corona” e membro apicale della “Democrazia Cristiana”, Partito che ha dato la disponibilità ad appoggiare la battaglia per far terminare gli eccessi sulla pelle dei minorenni attuati in alcune aule giudiziarie e presso alcuni servizi sociali degli enti locali dell’Italia.

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