Gianfranco Minuti (Scuola Politica): “Solo faccia lavata per i Grandi del G7, i problemi della gente restano”

IN RIFERIMENTO ALLE AUTOSTRADE ED ALL'AEROPORTO

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Gianfranco Minuti, uno dei componenti del Gruppo: “Scuola Politica – Briguglio – Musumeci”, compie alcune riflessioni in merito ad autostrade ed aeroporto in vista del G7 di Taormina.

Minuti, scrive: “Non ci lamentiamo se il Popolo si allontana dalla politica, da quesa politica e da questi politici. Non è Politica se i rappresentanti sono scollati da chi dovrebbero rappresentare. Il popolo chiede i servizi essenziali per sentirisi parte di un progetto comunitario, invece gli si risponde che le spese non saranno per i servizi, ma per altro, per interessi di pochi. I cittadini siciliani e messinesi chiedono che le autostrade non siano più di morte e e disagio, ma vie sicure per chi viaggia e lavora, un biglietto da visita per i turisti. E assicurino trasporti sicuri, investimenti in modernizzazione, opere per conservare e creare posti di lavoro. spera che riparta l’economia e si creino posti di lavoro”.

“Si corre per la creazione di elipiste a Taormina, si utilizzano tempi ultraveloci nel fare protocolli con l’Anac. Si mobilitano circa seimila persone, tra uomini e donne delle forze dell’ordine e militari, per garantire la sicurezza dell’evento mordi e fuggi, si investono 15 milioni per il G7 oltre quelli già messi in pista con i fondi sul patto del Sud , circa 124 milioni di euro. Va bene, o quasi. Ma la A 18 e la costiera Ionica, si ritrovano ancora, per una frana, su una sola corsia, con un senso unico alternato vietato ai mezzi pesanti. E sempre nel messinese, si dovrebbe intervenire sul viadotto Ritiro ripristinando e ammodernando, sulla a 20 Messina-Palermo, le galleria di Tindari e Capo D’orlando. In tutto questo, sul minisvincolo di Ortoliuzzo nessuno si pronuncia. La truffa, continua nel silenzio delle istituzioni. La gente paga il pedaggio di Ponte Gallo, in territorio messinese e spacciato per Villafranca. Nonostante stiamo martellando da molto tempo e con noi tanti cittadini, anche raccolti in comitati di protesta”.

“Ma che importanza ha che il magnate indiano Mahesh Panchavaktra ci proponga un investimento di 300 milioni di euro per creare l’aeroporto del Mela? Ci sono gruppi imprenditoriali che comprendono il valore aggiunto economico del nuovo scalo, che sarebbe decisivo per l’arrivo di turisti e investitori stranieri? Tutto mentre Alitalia va via dall’aeroporto di Reggio Calabria. Per ora conta solo -apparire- al G7 con quell’ansia da mendicanti istituzionali e politici che, dopo il grande evento, lascia le cose come e peggio di prima. Una politica che vuole riprendersi il suo ruolo, utilizzerebbe i tempi ultraveloci del G7, ma li trasformerebbe in bene comune, in servizi per i cittadini -normali-, oltre la faccia lavata per i Grandi che arrivano da noi”.

L’esponente politico, conclude: “si ascolterebbero quei sindaci del Mela che sanno bene che l’attivazione di un segmento per il trasporto import-export ad alto tasso di innovazione, come l’aeroporto favorirebbe la commercializzazione verso mercati esteri dei nostri prodotti agroalimentari, della pesca, e della zootecnia. La stretta vicinanza e soprattutto la velocissima interconnessione funzionale con la linea ferroviaria a doppio binario, con l’autostrada attrezzata col prossimo svincolo di Monforte e con il porto di Milazzo, aprirebbe nuove strade di produzione e occupazione. L’aerostazione del Mela (dove la torre di controllo dovrebbe sorgere sul territorio di Monforte Marina, la pista, invece, dovrebbe occupare un’area lungo la zona industriale tra Torregrotta e le porte della centrale A20 a San Filippo del Mela) magari non la si vuole perché dovrebbero essere fatti alcuni espropri che disturbano qualcuno? Attendiamo risposte”.

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