Un presidente “vincente e visionario”, Silvio Berlusconi lascia dopo 31 anni

AL NUOVO ACQUIRENTE, IL CINESE YONGHONG LI

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Oggi (ieri per chi legge ndr) non è una semplice  giornata di primavera per inciso  giovedì 13 Aprile 2017, ma è anche il giorno in cui una delle figure più prestigiose del calcio mondiale, lascia il  proscenio sul quale è stato per anni indiscusso protagonista. Questa figura ha un nome Silvio Berlusconi .

Noi di Messina Magazine, abbiamo voluto celebrare questo personaggio “epico” calcisticamente parlando, e condividere con voi qualche accenno.

I numeristraordinari in trentuno anni 29 trofei, un dominio assoluto quello di Silvio Berlusconi, forse nemmeno lui pensava a cotanta gloria o forse si.

Berlusconi trentuno anni fa in una fredda giornata d’inverno acquista il Milan, e si presenta al calcio italiano, con alcune parole che  ammaliano i tifosi rossoneri… meno però i giornalisti piuttosto scettici sul nuovo Re Meneghino dell’imprenditoria.

Già Berlusconi si affaccia sul calcio italiano ripetendo concetti come “giuoco vincente – spettacolo”.

Tutti scettici, tranne i tifosi dilaniati da una stagione disastrosa del club e speranzosi di un nuovo corso (tanto peggio di così non può’ andare… disse il mitico Gianni Brera).

Ebbene… Berlusconi comincio una cavalcata pazzesca, con avvio al piccolo trotto… poi l’anno dopo il patron rossonero comincia a sfoggiare il suo impareggiabile talento organizzativo, e decisionista, inizia l’era Sacchi, scelto proprio dall’imprenditore lombardo, per guidare il suo Milan, tutti scettici sulla scelta di un allenatore, che si, veniva da una buona stagione al Parma, ma di certo non era un Trapattoni.

E invece il Mister di Fusignano diventa il “profeta” tant’e’ che il Milan gioca un calcio offensivo, dove tutti anche il portiere partecipano alla manovra… palla a terra e geometrie il Milan di Sacchi col modulo 4 4 2 domina prima in Italia poi in Europa, guidando i milanisti a un risultato storico due coppe campioni consecutive impresa riuscita solo ai diavoli.

Ma non finisce qui, Berlusconi mette lo zampino anche negli acquisti. I tre olandesi indimenticabili, su tutti il miglior centravanti di ogni tempi “Sua” Maestà Marco Van Basten.

Ma Berlusconi non finisce di stupire, nel 1987 dopo un diverbio piuttosto forte tra Van Basten e Sacchi negli spogliatoi… l’Arrigo va da Silvio e pronuncia la famosa frase: “o io o lui”, riferendosi all’airone di Utrecht… sappiamo tutti come è andata.

Nel 1987 Silvio sceglie un nuovo allenatore… un ex calciatore, ignoto però alla panchina, ovvero un certo Fabio Capello, ecco un’altra eccezionale cavalcata sugli allori, e via via calciatori eccellenti, tutti scelti da lui… Savicevic, Weah, Papin, Inzaghi, Desally, Virdis, Baggio ecc.!

Il Berlusca oramai era il Re Mida del calcio italiano, tutto quello che toccava diventava oro… e chi se ne importa se ogni tanto sbagliava un Borghi… piuttosto che un altro… ormai a tutti gli effetti Silvio era il vero alter ego di Gianni Agnelli… e proprio gli anni 90 sanciscono la definitiva consacrazione di Silvio Berlusconi come uomo dal talento organizzativo migliore di sempre, un vero Steve Jobs del calcio italiano… un visionario che nonostante qualche flop era riuscito a realizzare il, suo sogno ovvero costruire un brand non solo di prestigio ma anche leader nel panorama del calcio mondiale e sopratutto vincente.

Poi via via altri successi sino ai giorni nostri.

Questo signore dall’accento marcatamente milanese aveva compiuto il suo miracolo. 

A ottanta primavere, lascia il Milan al suo successore, Yonghong Li, che acquista il 99,93% della Società a 740 milioni di Euro,  tramite la sua fiduciaria: “Rossoneri Sport Investment Lux”, ottemperando dopo 8 mesi al closing che in precedenza era stato previsto… anche se con qualche ritardo sulla tabella di marcia originariamente prevista.

A noi però, sembra impossibile, trovare un sostituto degno di lui, crediamo che rimarrà unico nell’aver dato tutto il meglio se allo Sport italiano.

Grazie presidente. 

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