Alcuno tocchi Abele: “La Pasqua dei bambini ristretti”

TUTTI NOI, DOBBIAMO COMBATTERE ANCHE PER LORO

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“Alcuno tocchi Abele” (una pagina facebook attraverso la quale si portano avanti argomenti sui diritti delle persone), in una nota scrive: “-LA PASQUA DEI BAMBINI RISTRETTI-. Nonostante nel 2011 sia stata approvata una legge che consente la possibilità di scontare la pena in una Casa famiglia protetta, dove le donne che non hanno un posto possono trascorrere la detenzione domiciliare portando con sé i bambini fino a 10 anni, a tutt’oggi si è costretti a vedere bambini dietro le sbarre delle carceri italiane”.

“Si vedono, bambini che trascorrono le loro giornate in ambienti tutt’altro che idonei ad una corretta crescita. Alcuni si trovano nei reparti ordinari delle carceri, altri negli Icam (Istituto a custodia attenuata per detenute madri) che sono comunque strutture detentive, ed anche se hanno stanze colorate al posto delle celle ed agenti in borghese restano in tutto e per tutto un carcere, con le limitazioni e le privazioni che tale ambiente comporta”.

“Certo gli Icam sono una soluzione migliore delle sezioni ordinarie ma non possono e non devono essere quella privilegiata. Le Casa famiglia protette, così come erano state concepite e per come era stato legiferato, dovrebbero essere dei veri e propri appartamenti inseriti nel tessuto urbano. Le madri potrebbero portare a Scuola i figli, assisterli in ospedale se sono malati”.

I responsabili della pagina, chiosano affermando: “la vigilanza prevista è simile a quella adottata per i domiciliari, con controlli periodici per verificare la presenza. In questa giornata di festa ormai conclusa, tutti dovremmo pensare all’ingiustizia subita da questi bambini… tutti noi siamo la società… tutti noi dobbiamo combattere anche per loro”.

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