Brindisi: il Tribunale favorevole al mantenimento diretto in tema di affido di minori

SECONDO I GIUDICI PUGLIESI, NON E' CORRETTA LA PRASSI ADOTTATA NEGLI ALTRI TRIBUNALI ITALIANI, DOVE SI E' INSTAURATA LA PRATICA DEL COLLOCAMENTO PREVALENTE

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In tema di affido di minori, il Tribunale di Brindisi ha attuato una regolamentazione tendente al mantenimento diretto.

In un articolo scritto su: www.studioangiuli.it si evidenzia quanto segue: “di recente, il Tribunale Civile di Brindisi ha emanato delle linee-guida in tema di affido e mantenimento di minori che hanno fatto alquanto discutere tra gli addetti ai lavori. I magistrati della prima sezione civile del Tribunale pugliese hanno sancito la propria adesione ad una interpretazione rigorosa del principio di bi-genitorialità, in linea con lo spirito più autentico della riforma del diritto di famiglia attuata a suo tempo dal legislatore con la legge n. 54 del 2006”.

In particolare, secondo il Tribunale di Brindisi, ciascuno dei genitori ha il pieno diritto di vivere la sua relazione col figlio minorenne in termini assolutamente paritari, sia in termini di tempi che di qualità della relazione genitoriale: pertanto, secondo i giudici pugliesi, non sarebbe corretta quella diffusa prassi, seguita dalla maggior parte dei Tribunali italiani, tendente a stabilire il cosiddetto collocamento prevalente del minore presso uno dei genitori (solitamente la madre)”.

“Quale conseguenza di una siffatta concezione in tema di affido, il Tribunale di Brindisi attribuisce una valenza generale alla regola del mantenimento diretto, superando la tradizionale forma dell’assegno di mantenimento in denaro che storicamente uno dei coniugi (generalmente il padre) versava al coniuge collocatario (generalmente la madre)”.

“Nel caso in rassegna, il padre di un ragazzino minorenne (assistito dallo studio legale Angiuli) ha ottenuto il riconoscimento del diritto a tenere suo figlio presso il proprio domicilio in un numero di giorni assolutamente identici a quelli in cui il figlio potrà stare presso sua madre”.

“Inoltre, lo stesso padre ha chiesto ed ottenuto di potere farsi carico in via diretta di tutti i bisogni dello stesso minore, provvedendo dunque direttamente ad accollarsi i costi per il mantenimento del minore (tra cui debbono intendersi incluse le spese di vitto, abbigliamento, le spese scolastiche e quelle ludico-ricreative)”.

“Soltanto a causa della enorme disparità reddituale riscontrata tra i due genitori, il Tribunale ha altresì previsto il versamento a carico del genitore più abbiente di una piccola somma mensile in funzione meramente perequativa”.

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