Sull’Alienazione Parentale, la Lilap dice: “E’ un crimine contro l’Umanità”

UNO STATO CHE NON LA PUNISCE, E' UNO STATO SENZA DIGNITA'

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Alessio Cardinale, coordinatore nazionale della -Lega Italiana per la Lotta all’Alienazione Parentale-, in una nota scrive: “in diritto, con il termine crimine contro l’umanità si definiscono generalmente le azioni criminali che riguardano abusi commessi contro intere popolazioni, oppure quegli atti di violenza che vengano percepiti, per la loro capacità di suscitare autentica riprovazione, come portatori – anche in relazione alla categoria di persone che ne sono vittime – di un danno dell’intera umanità”.

“Le accuse di crimine contro l’umanità hanno incluso storicamente i delitti più odiosi, come il genocidio, la c.d. pulizia etnica, la deportazione di massa di individui dal loro territorio verso un altro, la tortura, la sparizione forzata di gruppi di persone, i crimini di guerra, lo schiavismo e, più recentemente, la distruzione sistematica di opere d’arte di grande valore vista come espressione di violenza alla cultura dei popoli”.

“Tutti questi atti di violenza trovano una motivazione specifica della loro punibilità nella generale ripulsa morale da loro suscitata, anche in relazione a singoli episodi particolarmente gravi.

Non si comprende bene, pertanto, come il Legislatore Mondiale – ossia la Comunità di stati che si riunisce in organismi di studio dei massimi sistemi umanitari – non abbia ancora preso in carico l’analisi dei crimini specifici perpetrati contro gli affetti familiari, ed in particolar modo quegli atti di violenza – fisica, psicologica e sistemica – commessi contro il binomio fondante della storia dei popoli: “la Filiazione e la Genitorialità”.

“E’ profondamente errato, infatti, considerare le guerre come gli unici eventi capaci di incidere profondamente sugli affetti familiari. Se è vero che durante i conflitti muoiano adulti e bambini, è altrettanto vero che, in tempo di pace, genitori e bambini possano essere privati dell’affetto reciproco senza l’intervento dell’omicidio quale unico risultato collaterale di un conflitto”.

“L’Alienazione Parentale, ossia la morte affettiva di un genitore nel cuore dei propri figli agita dall’altro genitore (spesso con la complicità del suo ramo familiare), rappresenta questo effetto collaterale e, in relazione alla sua portata nel mondo occidentale, è da ricomprendersi certamente tra i crimini contro l’Umanità”.

“Non c’è paese civilizzato, infatti, che non conosca gli effetti gravissimi dell’Alienazione Parentale nei bambini e nei genitori; eppure le logiche economiche di lobbies potenti e ciniche impediscono anche il solo concepimento di campagne di prevenzione in qualunque ambito (nelle scuole, o nelle strutture sanitarie, o nei servizi sociali)”.

Il conflitto intra-familiare, oggi, ingolfa le aule di giustizia ma è diventato esso stesso Sistema, nutrendo decine di migliaia di operatori: “avvocati, psicologi, psicoterapeuti, assistenti sociali, case famiglia”.

“Un giro d’affari miliardario, che arricchisce chi lo alimenta creando occupazione (sulla pelle delle famiglie) e vasto consenso politico tra gli interessati”.

“Per questi motivi nasce LILAP – Lega Italiana per la Lotta all’Alienazione Parentale, un soggetto forte, un gruppo di pressione che, nella più totale trasparenza, raccoglierà adesioni e fondi, per promuovere programmi di studio e di prevenzione dell’Alienazione Parentale, per introdurre nel nostro Ordinamento le giuste sanzioni penali contro chiunque commetta il reato di Impedimento Doloso alla cura Parentale, per acquisire forza contrattuale contro i nemici del vero affido condiviso e per spezzare così la continuità con la quale magistrati accondiscendenti e incompetenti, avvocati senza scrupoli, genitori malevoli, assistenti sociali e psicologi – molti dei quali asserviti alle logiche della rabbia, del denaro o delle prassi dei luoghi comuni – diventano, solo a volte inconsapevolmente, complici del Sistema”.

“Per questi motivi, uno stato che volta le spalle di fronte all’Alienazione Parentale, è uno stato senza dignità”.

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