#QUALUNQUISTICAMENTE

IL PRIMO MAGGIO, VISTO DA MARIA ANDALORO

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Diffondiamo, per condividerlo con voi, il post di Maria Andaloro, sul primo maggio.

Maria, scrive: “ho visto lavorare persone il primo maggio. Quelli che guidano, pilotano per farci spostare da una città all’altra, partire e arrivare; quelli che preparano per consentirci di pranzare e cenare serviti e comodi. Quelli che si prendono cura della nostra salute negli ospedali e nelle cliniche. Quelli che si pre – occupano della nostra sicurezza. E tanti tanti altri che ringrazio”.

“E poi incontro continuamente persone che oggi non hanno nulla da festeggiare. Perché sono in mobilità o in cassa integrazione i -fortunati-, tanti i disoccupati, gli inoccupati, quelli che sono in attesa di essere richiamati per i lavori stagionali o, ahimè, licenziati. E leggo di troppi altri, i giovani soprattutto, che per festeggiare il loro #primomaggio e quindi il lavoro sono a migliaia di km dalla loro terra e dagli affetti”.

“Poi ho visto persone, con e senza lavoro, -lavorare- tutti i giorni e le notti aiutando, come volontari, chi ha bisogno. Poi ho sentito quelli che dicono di -lavorare- senza conoscere né per esperienza né per cultura la gavetta, la fatica e i sacrifici, la paura e il dolore di non poter guardare negli occhi i propri figli e ho spento la tv, la radio, il pc, chiuso il giornale e cambiato strada. Anche oggi, quelli che predicano bene e razzolano male, andassero a fancool. Agli altri, tutti gli altri e le altre, grazie”!

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