Massa Carrara: per abuso d’ufficio, denunciate la dirigente dell’ufficio sociale Daniela Tommasini e l’assistente sociale del comune Adriana Gentile

UNA RAGAZZINA, TALMENTE IMBOTTITA DI PSICOFARMACI DA NON CAPIRE PIU' NIENTE

0
756

A Massa Carrara, sono state denunciate per abuso d’ufficio la dirigente dell’ufficio sociale Daniela Tommasini e l’assistente sociale del comune Adriana Gentile”

In un articolo de: “www.lagazzettadimassaecarrara.it, scritto da vinicia tesconi”, tutte le informazioni del caso.

Il resoconto

I capi d’imputazione sono pesanti: abuso d’ufficio; inottemperanza agli atti del giudice; rifiuto d’atti d’ufficio, per i quali la Procura di Massa Carrara ha aperto un’indagine a carico della dirigente dell’ufficio sociale Daniela Tommasini e dell’assistente sociale del comune Adriana Gentile a seguito della presentazione di una denuncia da parte dell’avvocato che assiste la presunta vittima della vicenda.

La storia che ha portato alla denuncia è di quelle brutte e profondamente tristi e ha per protagonista una ragazzina di sedici anni, carrarese, seguita sin dall’infanzia dai servizi sociali del comune. Il reato ipotizzato, secondo le accuse formulate dalla parte lesa, per le due dipendenti comunali è quello di aver predisposto il trasferimento della ragazzina da una struttura di recupero per minori disagiati a una comunità terapeutica senza il permesso del Tribunale dei minori di Genova e senza, soprattutto, aver in alcun modo avvisato i genitori della ragazza che ancora esercitano sulla loro figlia la potestà parentale.

La denuncia è arrivata dai genitori della sedicenne e riguarda fatti che risalgono al settembre 2016. Arianna (nome di fantasia) era stata affidata alla comunità socio-educativa Il piccolo Carro di Perugia nel 2012, all’età di undici anni, dopo un percorso, in affido ai servizi sociali del comune, di indagini psichiatriche e psicologiche che avevano evidenziato nella bambina un disturbo del comportamento per il quale era stato autorizzato l’uso consistente di farmaci psicotici.

Sin dall’inizio della sua odissea Arianna è stata seguita dalla dottoressa Adriana Gentile, che fu tra i sostenitori della soluzione che prevedeva l’allontanamento temporaneo della bambina dal suo nucleo familiare per affrontare un iter di recupero sociale nella struttura umbra, che, nella sua qualità di centro per il recupero sociale dei minori non può, per legge, somministrare farmaci ai ragazzi che gli vengono affidati.

Secondo la ricostruzione effettuata dai legali che assistono la ragazza e la famiglia, Arianna, completamente disintossicata dai farmaci che le erano stati prescritti, nel periodo di circa cinque anni trascorso al Piccolo Carro, ha fatto grandissimi miglioramenti, tanto da essere ritenuta praticamente giunta al termine del suo percorso di recupero, con un’ottima autonomia comportamentale e relazionale che sembrava rendere imminente il suo ritorno a casa.

La situazione, però, è precipitata a settembre 2016 quando, dopo una riunione tra gli operatori del Piccolo carro, la dottoressa Gentile e i rappresentanti dei servizi sociali della Asl di Massa Carrara, è stato deciso il trasferimento di Arianna non a casa sua, ma in una struttura, questa volta non socio-educativa ma socio-terapeutica, Casa Duleek a Torino, che è un centro psichiatrico vero e proprio nel quale vengono usati i farmaci.

Il trasferimento, stando alla denuncia presentata dall’avvocato, sarebbe avvenuto senza il permesso del Tribunale dei minori di Genova e senza che né Arianna né i suoi genitori ne fossero messi al corrente.

Da settembre la ragazzina è affidata alla Duleek e ha cominciato a regredire nei progressi fatti in precedenza: di nuovo imbottita di farmaci, tanto da non poter neanche iscriversi a scuola (mentre a Perugia era arrivata serenamente a frequentare il secondo anno dell’istituto alberghiero, andando a scuola da sola senza il bisogno di alcun operatore di sostegno), di frequente reclusa nella sua camera che, come tutte le stanze della Duleek, ha le sbarre alle finestre, in un regime molto più rigido rispetto agli incontri e ai contatti coi familiari e con gli amici e, spesso, oggetto di atti di bullismo da parte di altre ragazze ospitate all’interno della struttura.

Nell’arco degli otto mesi trascorsi a Torino – che avrebbero dovuto essere il massimo della durata della sua permanenza, anche se ad oggi non ci sono avvisaglie di un qualsiasi cambiamento – Arianna è arrivata a fare un tentativo di suicidio e due di fuga. L’angoscia dei suoi genitori è quindi assai comprensibile.

Nel frattempo l’unica novità nella brutta storia di Arianna sono state le dimissioni dal suo caso dell’assistente sociale Gentile, arrivate dopo il pasticcio dello spostamento della ragazza a Torino. Il caso della sedicenne carrarese è passato così alla dottoressa Sara Bertoncini, altra assistente sociale del comune di Carrara alle dipendenze della dirigente Daniela Tommasini che, ovviamente, è la coordinatrice delle azioni di tutte le assistenti sociali.

La Bertoncini, subentrata solo da due mesi, ha incontrato Arianna alla Duleek un’unica volta ma, a quanto riferiscono i genitori della ragazza, avrebbe palesato l’intenzione di togliere loro la potestà parentale, sia pure in via temporanea, solo per concedere mano libera ai medici della Duleek nell’uso dei farmaci, che al momento, data la minore età di Arianna, possono essere somministrati solo sotto il consenso dei tutori legali della ragazza. E Arianna scrive e telefona a casa dicendo: “Mamma, sono talmente piena di medicine che non capisco più niente.”.

“I genitori sono in gravissimo stato di preoccupazione per l’evidente involuzione che c’è stata nella personalità della figlia proprio nel momento in cui la ragazza aveva ritrovato il giusto equilibrio e poteva riprendere la sua vita normale all’interno della sua famiglia: “Vorremmo che ci permettessero di riportarla a casa – ha detto la madre – oppure che la trasferissero in un luogo più adatto alle sue esigenze nel quale poterla di nuovo disintossicare dai farmaci. E soprattutto un luogo che ci permetta di visitarla con più frequenza e non così restrittivo come è Casa Duleek”.

NESSUN COMMENTO

COMMENTA L'ARTICOLO