Messina: una firma, per salvare “Palazzo Scardino”

LA PETIZIONE POPOLARE, LANCIATA DA ANTONIO CATTINO VERRA' PRESENTATA MARTEDI 9 MAGGIO ALLE ORE 11 NELLA SALA OVALE DI PALAZZO ZANCA

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Lo storico messinese Antonio Cattino, in un comunicato scrive: “si pregano gli amici, di firmare la petizione di Messina Bene Comune. Martedi 9 maggio alle ore 11 – alla Sala Ovale di Palazzo Zanca, si terrà la Conferenza Stampa di lancio dell’iniziativa per richiedere il vincolo di Palazzo Scardino”.

“Salvando questo palazzo, salveremo, oltre la sua bellezza architettonica, una testimonianza della migliore Messina, ecco perchè si deve firmare questa petizione”.

Il testo da sottoscrivere, è questo: “i sottoscritti cittadini firmatari, presentano la seguente petizione popolare in merito alla tutela e salvaguardia dell’edificio, sito in via Don Blasco, noto come -Palazzo Scardino-. Il Palazzo, anche detto della Famiglia -Rosa-, è un esempio notevole di buona architettura dell”800 messinese, resistito al terremoto del 1908, con elementi decorativi in pietra pregevoli, si trova, come detto, in via Don Blasco, in un contesto caratterizzato dal forte degrado di una delle zone centrali più suggestive della città, costituisce un piccolo tassello della storia di Messina”.

“L’edificio nonostante le precarie condizioni statico strutturali e di degrado complessivo, risulta ancora in parte abitato da qualche famiglia. Il Palazzo, sembra sia stato costruito sui ruderi di un fortino innalzato dai rivoluzionari messinesi nel 1848 per controllare il Bastione Don Blasco e la cortina esterna della Cittadella. I sottoscritti cittadini CHIEDONO alla Soprintendenza BB.CC.AA. e all’Amministrazione Comunale di Messina, ognuno secondo le proprie competenze, che intervengano per sottrarre -Palazzo Scardino- dall’abbandono e degrado in cui da anni versa, ponendo in essere da subito tutte le opere necessarie a scongiurare il pericolo di imminente crollo che si potrebbe verificare per le sempre più precarie condizioni statiche e di vetustà in cui si trova ponendo rimedio alle prevedibili quanto gravi conseguenze in caso di crollo ai rischi per l’incolumità delle persone che lo abitano e/o frequentano occasionalmente, oltre al pericolo per i passanti, gli abitanti e i lavoratori in zone limitrofe e auspicano un recupero di questo bene architettonico patrimonio della città”.

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