È un dramma serio, per un padre di Roma

UN'ESORTAZIONE A TUTTI I GENITORI DEL MONDO

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È un dramma serio su un padre che cresce i suoi figli di 19, 17, 15 e 12 anni. Il signor Ion Mihai era stato vittima di discriminazione e umiliazione da parte delle autorità giudiziaria di Roma. I ragazzi non ricevono adeguata protezione e assistenza da parte delle autorità. Il fatto evidente, è che le decisioni dei tribunali dei minorenni siano state criticate tantissimo. I tribunali sono avvezzi a fasi di estremo eccesso a seguito di gravi violazioni, che decantano una lunga esperienza di instabilità e incompetenza.

Si richiede quindi una revisione radicale dell’attuale sistema minorile. Nel sistema è presente molta burocrazia, insieme a tante norme incontrollabili, mescolate con gli abusi. Nel giugno 2014 le autorità hanno deciso di allontanare due figlie di Ion applicando l’articolo “403 c.p.c.”. Una figlia non ha sopportato il terrore e i maltrattamenti nella casa-famiglia ed è tornata a casa. Non c’è nulla che in un ordinamento di diritto democratico possa legittimare il terrore e la violenza. La madre dei bambini è tornata con il figlio più piccolo nella patria, avendo paura per il figlio.

È affermato, che il signor Ion e la sua famiglia non hanno ricevuto nessun aiuto da parte dei servizi sociali e delle autorità locali.

Ion dichiara:”dopo che hanno messo i tre tutori diversi, non hanno fatto niente per la mia famiglia. La nostra famiglia ha già subito umiliazioni sufficienti per dieci vite”.

La figlia di Ion è stata più volte vittima di minacce e vessazioni, di violenze fisiche e psicologiche da parte del personale e di altri ragazzi ospiti della casa-famiglia. Nel frattempo la situazione si è ancora aggravata in modo drammatico con la ragazza di 15 anni. La ragazza era in pericolo di vita ed è riuscita a contattare telefonicamente l’assistente sociale chiedendo di essere accompagnata in ospedale. L’assistente sociale ha rifiutato di sostenere la minorenne dicendo che non lavora di sabato. La minore è stata portata all’ospedale dal padre.

Il signor Ion,  obbietta contro quelli che dovevano tutelare e che hanno omesso di agire e cioè coloro che dimostrano incompetenza e indifferenza verso i minori. All’ospedale i parenti della ragazzina insieme con i carabinieri, hanno aspettato l’arrivo del tutore quasi 40 ore. L’assistente che si occupa della vicenda ha rifiutato di dare i recapiti del tutore. Il padre non potevo fare niente perché non ha più la responsabilità genitoriale. Il personale dell’ospedale ha avvisato il Tribunale dei minori sull’accaduto.

Dopo tre giorni di attesa, sono arrivati all’ospedale l’assistente sociale e il tutore. Loro hanno chiesto di riportare immediatamente la ragazza in comunità. Invece i medici hanno deciso di affidare la ragazza al domicilio del padre, notando le condizioni della minore. Di fronte alla dimostrata incapacità e incompetenza dei servizi sociali, che cosa può fare e che cosa ha intenzione di fare l’autorità? L’incapacità dei servizi e dei tutori è facilmente dimostrabile tra i numerosi casi.

Il signor Ion termina il suo racconto con una esortazione: “gentili genitori dal tutto il mondo, vittime degli abusi di potere da parte dei servizi sociali e dei tribunali, in nome di tutti i bambini del mondo che hanno subito e subiscono questi traumi, vi prego di unirci per denunciare questi abusi e per fermare questo business sporco. Gentilissimi giornalisti e operatori TV chiediamo aiuto di pubblicare tutti questi abusi per poter fermarli. Dobbiamo preoccuparci dei nostri figli. Ognuno avrebbe potuto essere la loro prossima vittima”.

Spero che nessun genitore manchi di rispondere a questa esortazione. La nostra proposta di risoluzione è un’esortazione ad allertare l’opinione pubblica di tutto il mondo prima che succeda un disastro. Un grido, un richiamo che dobbiamo assolutamente prendere come un’opportunità a dare una svolta correttiva alla situazione nel settore minorile ed assumerci appieno le nostre responsabilità future”.

2 COMMENTI

  1. Premesso che sono cosciente che il mio commento è “Dettato” dal fatto che sono anni che io e la mia famiglia siamo fatti oggetto di “Abusi e “Repressioni” da parte dei servizi sociali e dal T.M. di Brescia con la (tacita) complicità delle istituzioni tutte, per cui lascio a quanti mi stanno leggendo “La Libertà” di interpretazione di questo mio commento. Infatti, Poiché per “ANNI” ho cercato (“INGENUAMENTE”) di ottenere “Giustizia” attraverso (tutti) i “Procedimenti Legali” con l’unico risultato di un inutile (enorme) dispendio economico mi sono trovato nella condizione di dover scegliere tra: “Mollare Tutto” ed accettare (“Passivamente”) le violenze subite oppure “RIBELLARMI” Non so se la mia è stata una decisione “GIUSTA O SBAGLIATA” ma quello che so è che la mia coscienza di “Genitore” Padre, e di Uomo” non mi consentiva di accettare una simile repressione per cui ho deciso per la “VENDETTA PERSONALE” poiché in questo paese “LA GIUSTIZIA” non esiste e quindi vanno sanzionate le “RESPONSABILITA INDIVIDUALI”.

  2. Premesso di essere cosciente che questo mio commento possa essere condizionato dal fatto che la mia famiglia ed io siamo “VITTIME” di questo “SISTEMA CORROTTO” per cui, dopo tutto un’iter (21 anni)da me condotto “Proceduralmente Corretto” dove abbiamo dovuto subire vessazioni e ricatti di ogni genere ottenendo come risultato solo un (enorme) dispendio economico sono stato obbligato ad una scelta “Forzata” ovvero: “Arrendermi” e”RASSEGNARMI” Ad accettare “PASSIVAMENTE” le prepotenza di cui siamo stati fatti oggetto oppure: “Giusto o Sbagliato” che sia “RIBELLARMI”…. BENE, (può piacere o meno) io ho scelto la 2° opzione e quindi, Poiché in questo paese “LA GIUSTIZIA” (quella istituzionale) non esiste rimane “La Vendetta Personale” verso quanti “Fisicamente Coinvolti” nei procedimenti specifici con la speranza che quanto da me messo in atto (in futuro) possa servire da monito a tutti gli amministratori “CORROTTI”.

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